Coronavirus e acquisti in rete

Da ogni fronte (medico, politico, sociologico) ogni giorno ci viene detto che il Covid-19 cambierà le nostre vite. E c’è da dare loro retta. Anche secondo l’economista tale affermazione è vera, concentrandosi su coronavirus e acquisti in rete. Infatti una delle tecniche predilette che egli utilizza per appurare la bontà della chiosa passa attraverso l’analisi dei consumi. Il classico carrello della spesa, per intenderci, anche se oggi è più “il carrello delle rete”. Un’analisi che in definitiva gli consenta di vedere in controluce le dinamiche dei settori economici di appartenenza di quei beni. E quindi di “predire” i settori strong o weak del futuro prossimo.

Il cibo regna incontrastato

A venirci incontro sono i dati resi noti dalla multinazionale USA Nielsen, secondo cui è il cibo la principale distrazione degli italiani in lockdown. La sfilza dei prodotti alimentari col segno più (periodo dal 30 marzo al 5 aprile) è impressionante. Tra i tanti troviamo pasta (+9,6%) e biscotti (9%), poi caffè macinato (+20%) ma anche conserve rosse (+37,3%) e conserve animali (+10,3%), olio di semi (+40,6%), vegetali conservati (+16,0%).

Ma i veri exploit si registrano su altri alimenti, ovvero: lievito di birra (+217,4%), ingredienti per pasticceria (+149,3%), mascarpone (+155,6%), farine (+176%). E poi ancora margarina (+80,4%), uova di gallina (+50,7%), burro (+69,5%).

Gli outsider

Il lockdown ha mutato le preferenze degli italiani in fatto di compere. Al punto che tra coronavirus e acquisti in rete alcuni rapporti sembrano rivoluzionati. È il caso ad esempio (dati forniti dalla società di commercio online Stackline) degli attrezzi sportivi (+307%) e la strumentazione da yoga (+154%). Ma anche dei kit di hobbistica e i puzzle (+117%) o delle tinte capelli casalinghe (+115%) e la manicure fai da te (+108%).

Immancabili i prodotti per la casa

La necessità di detergere e disinfettare tutti gli spazi ha portato a un incremento anche di guanti (+124,5%), o in generale i prodotti per la pulizia. Ad esempio l’alcol denaturato ha fatto +128,9%  i detergenti per le superfici +29,1%, la candeggina +35,6%. Anche in merito alla cura persona si registra il +41,2% per il sapone per le mani solido e liquido e le salviettine umidificate del 15,3%

I crolli abissali

Ma coronavirus e acquisti in rete sono modificati anche sull’altro fronte. Sul lato cioè di chi è letteralmente crollato nelle vendite. È il caso delle vendite di valigie (-77%), le attrezzature da campeggio (-39%) e le fotocamere (-64%). Stessa sorte è toccata anche ai materiali da party come palloncini e stoviglie monouso (-55%). L’abbigliamento non sfugge. Giusto per dare qualche termine di riferimento, quello formale da uomo fa -62%, quello da donna -53%; gli abiti da matrimonio (-63%). Ciò che (relativamente) regge? Le vendite di calzature femminili: “solo” -37%.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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