Conviene comprare il BTP Futura oppure un Buono fruttifero postale con uguale scadenza?

Quest’oggi gli Esperti di ProiezionidiBorsa porranno a confronto due strumenti di risparmio molto a cuore agli italiani. Ossia i BTP, ed in questo caso il BTP Futura in sottoscrizione in questi giorni, e i Buoni fruttiferi postali.

Il piccolo risparmiatore potrebbe, infatti, chiedersi se conviene comprare il BTP Futura oppure un Buono fruttifero postale con uguale scadenza. Procediamo con ordine nei raffronti.

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Il BTP Futura

Partiamo anzitutto dall’analisi del prodotto in fase di collocamento in questi giorni. Abbiamo già illustrato in quest’articolo la scheda tecnica del BTP di fresca emissione.

Qui riportiamo solo il rendimento medio annuo ponderato, al netto di loro eventuali rialzi. Ossia al netto di possibili incrementi delle cedole, ma solo per la seconda e terza fascia dei tassi, e che si saprà solo al termine della fine di collocamento. Ad oggi esso è pari all’incirca allo 0,606%.

A questo rendimento medio annuo ponderato dobbiamo aggiungere il peso del premio fedeltà, variabile tra un minimo dell’1% e il massimo del 3%. Se nel 2028 esso sarà nell’ordine dell’1%, faremo:  1% : 8 anni = 0,125% annuo.

Se varrà l’altro estremo divideremo invece il 3% per gli otto anni di durata, per ottenere lo 0,375% annuo.

Infime, sommando otterremo: (0,606% + 0,125%) = 0,73% circa nel primo caso (cioè premio fedeltà all’1%). Nel secondo, invece, all’incirca lo 0,98% annuo lordo.

I Buoni fruttiferi postali

In merito ai Buoni postali, prenderemo in considerazione solo i prodotti che maturano interessi “per intero” sulla durata a otto anni. Quindi i due Buoni che vedremo sono il Buono ordinario e il Buono 4X4.

Il Buono ordinario dura venti anni ma dona la massima flessibilità di uscita anticipata senza perdere gli interessi maturati. Questi ultimi vengono appunto riconosciuti dopo il primo anno e poi ad ogni bimestre successivo.

Il capitolo interessi di questo Buono è tuttavia alquanto deludente. Il rendimento effettivo annuo lordo alla fine dell’ottavo anno è infatti pari allo 0,17% e non vi è alcun premio fedeltà collegato. Il rendimento degli anni antecedenti all’ottavo sono più bassi (a decrescere fino allo 0,05% del primo anno).

Anche il Buono 4X4 offre l’opportunità di uscire all’ottavo anno compiuto senza perdere gli interessi maturati fino a quella data. Per la prima quaterna di anni il rendimento effettivo annuo lordo è dello 0,20%, mentre per la successiva il tasso sale allo 0,30% lordo. Neanche in questo caso è previsto il premio fedeltà.

BTP Futura contro i rendimenti dei Buoni fruttiferi postali

Dunque, al quesito se conviene comprare il BTP Futura oppure un Buono fruttifero postale con uguale scadenza la risposta è quasi consequenziale. Al netto dei decimali, è evidente che alle attuali condizioni di mercato il rendimento a otto anni del BTP Futura surclassa quello dei due Buoni esaminati.

Ovviamente, quello che vale oggi potrebbe non esserlo domani laddove le condizioni dei tassi cambiassero per l’uno, per l’altro o per entrambe le tipologie di prodotti.

Grado di rischio ed eventuale rimborso anticipato

Aldilà della scadenza, andrebbero poi considerati anche il grado di rischio del prodotto e l’eventuale uscita anticipata. Nel primo caso, i prodotti offrono lo stesso grado di protezione essendo entrambi garantiti dallo Stato.

Nel secondo, invece, bisogna tenere a mente che Cassa Depositi e Prestiti garantisce sempre la restituzione del 100% del capitale investito. Se, ad esempio, si esercitasse il rimborso del Buono prima dell’ottavo anno, verrebbero restituiti tutti i soldi investiti. Ed eventualmente aumentati degli interessi dal primo al quarto solo se il rimborso avvenisse dal quinto anno in poi e prima del completamento dell’ottavo.

Discorso diverso per il BTP Futura. Un’eventuale vendita anticipata sul mercato secondario espone il risparmiatore a una possibile perdita o guadagno in conto capitale.

Cioè in questa settimana si acquista il BTP a 100 e si riavranno di nuovo i 100 iniziali solo a novembre 2028. In questi casi un’eventuale vendita anticipata del BTP potrebbe avvenire, ad esempio, tanto al prezzo di 95 quanto a quello 105. Nel primo caso, appunto, si avrebbe una perdita solo sui soldi investiti; nel secondo invece un guadagno extra.

Infine, l’uscita anticipata dal BTP fa perdere ogni aspettativa sul premio fedeltà. Esso, infatti, è riservato solo a chi porta fino a scadenza il titolo di Stato.

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