Controllate il cellulare dei vostri figli. Foto intime e reati connessi

Controllate il cellulare dei vostri figli. Foto intime e reati connessi. Il motivo? Gli adolescenti hanno estrema confidenza con il mondo dei social, ma spesso non conoscono i rischi che corrono condividendo immagini e contenuti in modo disinvolto. Spesso sentiamo raccontare di ragazzi che abbiano ricevuto foto intime dalle fidanzatine e che, per sbandierare l’ultima conquista, le abbiano girate agli amici. Ma la ragazza lo viene a sapere e decide di denunciare l’autore dell’inoltro.

Le domande allora sono le seguenti. Mio figlio rischia di commettere un reato se ha diffuso foto intime, anche se mandate dalla persona ritratta nelle foto? E quali sono le conseguenze a livello penale?

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Il Codice Rosso, nuova normativa

Proprio con l’adozione del Codice Rosso sono stati introdotti nuovi articoli nel Codice Penale. L’art. 612 ter, per esempio, ha introdotto il reato di «diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti». Viene punito «chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, ….pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate».

Per risultare colpevoli basta quindi aver materialmente diffuso il video, anche senza la volontà di creare un danno al soggetto filmato. Non prendiamo sotto gamba la sanzione, che consiste nella reclusione da uno a sei anni e nella multa da euro 5.000 a euro 15.000.

Controllate il cellulare dei vostri figli. Foto intime e reati connessi

E’ necessario prestare attenzione al cellulare dei nostri figli proprio perché è colpevole anche chi, in seconda battuta, semplicemente inoltri la foto ad altri amici. La situazione è ancora più grave se il soggetto ritratto nelle foto sia un minore. Infatti la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, con la sentenza 51815/ 2018, ha affermato che non rileva se le foto siano selfie o scattate da altri. Non rileva nemmeno più se esista il concreto pericolo di diffusione dei quelle foto, o se il materiale sia semplicemente conservato nel cellulare di qualcuno.

Per il Codice Penale, infatti, se è coinvolto un minore il reato contestato è comunque pedo- pornografia, punito con la reclusione fino tre anni.

Se anche il minore ritratto aveva dato il proprio consenso ad essere fotografato, questo non esclude la responsabilità di chi conservi od inoltri le foto.

Quindi, se vi sentite minacciati nella tutela della vostra privacy ed intimità, il consiglio è uno solo. Rivolgetevi immediatamente alla Polizia, in particolare alla Polizia Postale che dispone anche degli strumenti informatici adeguati per verificare i fatti da voi denunciati.

Ricordate che, secondo l’art. 595 Codice Penale, se il contenuto delle foto diffuse senza il vostro consenso può integrare diffamazione avete diritto di chiedere sia la rimozione che un risarcimento del danno.

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