Contro picchi glicemici e problemi al fegato dovremmo limitare l’uso di questo ingrediente in cucina dannoso anche per il sistema immunitario

Gli italiani sono spesso considerati un popolo virtuoso, soprattutto quando si parla di cucina. Questo perché, in molte ricerche internazionali e nazionali, a confronto con altri gruppi di popolazione, sembriamo sempre essere parsimoniosi non solo nella scelta, ma anche nel consumo di alcuni cibi. Quello di cui si parla spesso, per queste tipologie di indagini, sono ingredienti che, se consumati in eccesso, provocherebbero delle conseguenze dannose per il nostro organismo. Anche alcune convinzioni sul mangiare, con il tempo e grazie alle ricerche, si sono sgretolate. Alcuni ingredienti che sembrano essere fondamentali per la salute si sono rivelati spesso dannosi e pieni di controindicazioni.

Contro picchi glicemici e problemi al fegato dovremmo limitare l’uso di questo ingrediente in cucina dannoso anche per il sistema immunitario

Esistono diversi tipi di zuccheri che si possono integrare nella dieta. Si parla di zuccheri semplici pensando a quello bianco o di canna. Si parla di quelli complessi quando mangiamo carboidrati, pane, grano, riso e cereali. Se questi ultimi vengono  assimilati in modo graduale dall’organismo, i primi arrivano direttamente nel sangue. Se prendiamo in considerazione lo zucchero bianco, per esempio, Fondazione Veronesi spiega come questo potrebbe avere numerosi effetti indesiderati, se consumato in quantità eccessive. Troppi zuccheri agirebbero sulla sensibilità all’insulina, causando i cosiddetti “picchi glicemici”. Troppo glucosio favorirebbe il grasso viscerale, mentre troppo fruttosio (presente nei dolcificanti) favorirebbe l’accumulo di grasso a livello di fegato.

Ecco quanti cucchiaini se ne potrebbero consumare al giorno

Lo zucchero raffinato, molti di noi, lo mettono davvero ovunque. Nelle tisane, nel caffè alla mattina, nel ginseng o nei tè. Ma pochissimi sono a conoscenza di tutti gli effetti negativi che una dose massiccia avrebbe sul corpo. Questo, infatti, potrebbe indebolire il sistema immunitario, aumentando anche il colesterolo cattivo a discapito di quello buono. Ancora, potrebbe causare un repentino aumento di adrenalina, iperattività, ansia, difficoltà di concentrazione e irritabilità. Per questo motivo, l’Organismo Mondiale della Sanità (OMS) consiglia di ridurre gli zuccheri al 10-5% dell’apporto energetico totale. Ma cosa significa? Che se ne dovrebbero consumare al massimo 50-25 grammi al giorno, meglio se non si va oltre i 6 cucchiaini rasi a persona.

In realtà, però, in molte bibite questo è già presente. Pensiamo al ginseng che è naturalmente dolce, oppure a tè e tisane. In alcuni casi, potremmo anche optare per eliminare definitivamente lo zucchero o utilizzare dei sostituti meno dannosi, come il miele, per esempio. Contro picchi glicemici e problemi al fegato meglio ricorrere a quello bianco o di canna solo in casi strettamente necessari.

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