Conti correnti: tassi negativi per i clienti anche in Italia

In quel di Londra o in alcune banche sparse per l’Europa i depositi sui conti correnti sono soggetti a tassi negativi già da tempo.

Vale a dire che i soldi depositati e fermi sul conto corrente anziché ricevere un interesse pagano alle banche… che cosa non si sa …

Nell’era della lotta al contante arriva con tempismo perfetto la mossa di Unicredit: da ora in avanti anche i clienti della banca (ex genovese Credito Italiano) pagheranno un quid sui propri depositi in conto corrente.

Si parte dal 2020

In sostanza Unicredit “tasserà” dal 2020 i depositi sui conti correnti; per ora pare che la manovra riguarderà soltanto quelli sopra i 100.000 euro.

Lo ha spiegato il ceo Jean Pierre Mustier in un’intervista concessa a BFM Business Tv che oltre a definire la fascia di intervento ha spiegato anche altro.

Infatti alla clientela verranno proposte «soluzioni alternative», come per esempio «investimenti in fondi di mercato monetario senza commissioni e obiettivi di performance in territorio positivo».

FONDI MONETARI PER FAR GIRARE L’ECONOMIA?

Alcuni giorni fa il CEO di Unicredit nella sua veste  di presidente dell’Ebf – l’Abi delle banche europee –aveva evidenziato l’dea di come fosse necessario che la Banca centrale europea invitasse le banche a “scaricare” i tassi negativi sui correntisti.Allo stesso tempo «proteggendo naturalmente i piccoli clienti con depositi inferiori ai 100 mila euro».

Secondo Mustier questo ribaltamento del costo del denaro servirà a garantire «la massima efficienza» alla politica monetaria della BCE  e il suo «il pieno impatto» sull’economia europea.

Fondi monetari come strumento per fare girare l’economia è davvero un’idea poco credibile…

La BCE ha creato una protezione per i depositi delle banche presso Eurotower

Piuttosto ci si dovrebbe spiegare per bene una cosa: come mai nelle carte della BCE si legge che di fatto le banche non pagheranno i depositi negativi in una sorta di esonero per non appesantirle…

Se così fosse ( e così pare sia stata la scelta di Draghi) i clienti andrebbero a ripagare alle banche qualcosa che in realtà esse non pagano alla BCE!

Unicredit  apre una frontiera di nuovi costi per la clientela

Dopo che la BCE  con l’obiettivo di aumentare l’inflazione, come se questa fosse un indicatore primario di salute economica…, come noto, a settembre, ha tagliato i tassi sui depositi a -0,5% da -0,4%.

In teoria dunque ha reso molto più oneroso per le banche “parcheggiare” liquidità presso l’Eurotower.

Però poi come detto ha immesso questa clausola di salvaguardia che in realtà bloccherà gli addebiti.

Finora comunque in Italia si era fatta resistenza ad adottare una soluzione che rischia di allontanare dai conti correnti molta liquidità.

Un conto è vedersi aumentare le commissioni dei conti correnti, tutt’altro conto è pagare anziché venire remunerati per i propri depositi.

E intanto le banche on-line senza spese e interessi passivi prosperano!

Attenzione perché il ricambio generazionale tra clienti non internettiani e net-customers è già ampiamente in corso!

Approfondimento

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