Consumi giù del 12%. Boom del Fai da Te e delle coabitazioni

Consumi giù del 12%. Boom del Fai da Te e delle coabitazioni. La pandemia ha rapidamente cambiato il volto dell’Italia. L’Istat fotografa una nazione che nel primo trimestre dell’anno ha contratto i consumi complessivi del 4%. Ma sono oltre il 12% se si considerano quelli non dedicati all’abitazione e al fabbisogno alimentare. Un anno fa la spesa media mensile per i consumi delle famiglie italiane toccava i 2560 euro in valori correnti, lo 0,4% in meno rispetto al 2018 e decisamente molto inferiore ai livelli 2011 (2640 euro al mese). La spesa media dei single in realtà è 1815 euro. Abitazione, acqua, elettricità e consumi per riscaldamento e raffrescamento rappresentano il 35% del totale. La spesa per alimenti e benvande non alcoliche tocca il 18,1%, i trasporti incidono per l’11,3%.

Chi spende di più

A spendere di più sono i nuclei famigliari con a capo un imprenditore o un libero professionista (3918 euro al mese lo stipendio medio), seguiti da quelli che possono contare su un lavoratore dipendente in buona posizione: dirigente, quadro o impiegato di buon livello (3273 euro al mese).

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Consumi giù del 12%. Boom del fai da te e delle coabitazioni

Va notato che le famiglie medie composte da italiani raggiungono una spesa pari a 2615 euro, mentre quelle con la presenza di un lavoratore straniero spendono 1995 euro e addirittura 915 euro in caso di nuclei famigliari composti solo da stranieri. Quindi consumi giù del 12%. Boom del Fai da Te e delle coabitazioni. Inoltre i lavoratori stranieri, oltre a effettuare delle rimesse di denaro all’estero ai loro parenti, risparmiano per acquistare una casa nel Paese di origine. O semplicemente risparmiano su consumi come l’abbigliamento fashion, l’arredamento e i complementi casa. In molti casi adottano soluzioni di cohousing, di coabitazione di più nuclei famigliari o di piccoli gruppi di single, che non sono abbastanza diffuse tra gli italiani. Anche se ora non sono prive di rischi.

Il cambiamento del paniere di spesa

Tutti gli osservatori si sono accorti che le famiglie italiane hanno mutato alcune abitudini di consumo che si pensavano radicate, durante la pandemia. In molte case è stata creata una piccola dispensa di prodotti di pulizia e di prodotti alimentari. Prima inesistente. Calano i consumi di prodotti voluttuari come giocattoli, cosmetici, snack. Da evidenziare anche un aumento degli acquisti di alcolici ma anche quelli di prodotti di marche private dei supermercati, per prodotti base come la pasta, lo scatolame, i detersivi. Sono aumentati gli acquisti di attrezzi ginnici, prodotti per capelli, attrezzi per giardinaggio, prodotti di base come zucchero latte e farina: cresce ovunque il fai da te, anche nella formazione è boom dell’online. Ma una sola voce, conferma pure l’Istat, resta ferma: quella per visite mediche e accertamenti periodici. La prevenzione è considerata un valore importante.

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