Conservare il miele è facile se si sta attenti a questi comuni errori

Considerato il nettare degli dei, il miele è uno dei cibi più antichi al mondo. Le prime api furono allevate dagli Egizi, seguiti da Greci, Romani, fino ad arrivare a oggi. Il miele è il derivato diretto della lavorazione del nettare dei fiori, raccolto dalle api mellifere. Un alimento dalla dolcezza inarrivabile prodotto dalle “api sociali”, così chiamate per il lavoro collettivo svolto per dare alla famiglia sostentamento e protezione.

L’importanza del miele per la storia dell’uomo non riguarda solo l’uso come dolcificante. Il miele è ricchissimo di proprietà nutrienti e benefiche per l’uomo. Le sue componenti nutrizionali sono eccezionali e contengono sostanze importanti. Solo Italia, ne esistono più di 25 varietà diverse grazie alla presenza di grande ricchezza di fiori e piante. Ognuna ha delle caratteristiche simili e altre specifiche.

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Una volta scelto e acquistato un miele di buona qualità, è necessario anche preservarlo una volta aperto il contenitore. Conservare il miele è facile se si sta attenti a questi comuni errori. Ecco perché è bene seguire i consigli degli esperti, col fine di mantenere inalterati proprietà e sapore.

Invecchiamento del miele

Ebbene sì, anche il miele invecchia. Considerato uno degli alimenti senza scadenza, il miele però subisce variazioni chimiche sin dal primo momento in cui viene lavorato. Tali trasformazioni sono anche necessarie a ottenere il prodotto come lo si conosce e consuma oggi.

L’invecchiamento

prevede la perdita di alcuni aromi, l’aumento della presenza di zuccheri semplici e perdita di enzimi benefici. A volte è possibile che il prodotto cambi colore e consistenza. In genere, dopo qualche tempo, il miele che appena preso aveva una consistenza liquida comincia a cristallizzarsi.

Ecco perché, per preservarlo e rendere l’invecchiamento un processo lento, è bene conoscere dei principi di conservazione del nettare delle api.

Conservare il miele è facile se si sta attenti a questi comuni errori

Un ambiente umido è mortale per il miele. Sebbene conservato in un contenitore chiuso ermeticamente, il miele subisce la presenza di acqua in quanto ricco di zuccheri. Gli zuccheri assorbono l’umidità e fermentano, favorendo l’invecchiamento. Quindi un luogo il più possibile asciutto dove conservare il miele è importantissimo. Così come tenerlo aperto il minor tempo possibile durante l’uso preserva dall’ossidazione.

La temperatura è altrettanto importante. Non deve mai andare sotto i 20°C in inverno poiché rischia di indurirsi troppo. In estate, invece, dovrebbe non superare i 30°C. Un luogo fresco, lontano dal forno o da superfici riscaldate, è il giusto ripostiglio.

È vero che alcuni tipi di miele tendono a “invecchiare” prima. Un esempio sono il tarassaco e il rododendro, privi di melata, soluzione zuccherina prodotta dalle api. In questi casi provare a rallentare la cristallizzazione dà pochi risultati.

Approfondimento

Il miele di tarassaco, come prepararlo in casa

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Giulia Spanò
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Giulia Spanò
Tags miele

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