Con questi dati sull’ inflazione, l’Italia rischia l’impoverimento e una colonizzazione

Grazie al venire meno causa rischi politici e minacce terroristiche dell’appeal di molte località turistiche, specie in Africa, l’Italia quest’anno sta vivendo una grande ripresa del settore turistico.
Era ora!
Nonostante l’inappropriata forza dell’euro (quando mai in Italia in un mondo normale ci potremmo permettere una valuta forte non disponendo di materie prime?).
Che sia stato per questo fenomeno del turismo o per chissà quali “misteri”!?! tariffari (vedasi bollette varie in costante aumento) è da poco uscito un preoccupantissimo dato inflazionistico su base annua 1,5% contro attese a +1.4%.
Perché preoccupante?
Semplice, perché l’ala dura dell’UE, per dirla all’americana i falchi tedeschi, non aspettavano altro per imporre a Draghi una politica dei tassi più aggressiva.
Cosa che se la Germania potrebbe più che sopportare , gradire , per l’Italia potrebbe significare l’avvio verso il  tracollo definitivo che tradotto sta per effetto impoverimento ulteriore e generalizzato e colonizzazione.
Sì, perché è inutile spacciare per effetto globalizzazione e europeizzazione che dir si voglia il fatto che le aziende cambiando padrone possono cambiare i colori del vessillo nazionale perdendo la propria identità:
questo tipo di sviluppo sarà anche inevitabile?
Ma, sarebbe carino, verificare quante delle aziende di servizi di pubblica utilità hanno cambiato la bandiera di maggioranza di controllo come accaduto in Italia negli altri paesi UE da noi è così:
Telecomunicazioni : Telecom
Autostrade: Atlantia
Energia: ENI ed ENEL
e si potrebbe proseguire a lungo su servizi minori.
Può sembrare un discorso retrogrado. ma partire dal vero valore delle aziende quando vennero privatizzate la cosa certa è che da un mercato in cui lo stato poteva gestire le bollette anche ragionando, per il bene comune, in base all’andamento dei redditi, si è passati al “fantastico libero mercato” in cui queste aziende muovono tutto solo in funzione degli utili e del business ignorando ogni riferimento sociale.
Questo è logico ed accettabile, per carità, per i beni di consumo, per i beni patrimoniali ma per i servizi essenziali è giusta questa cosa?
E ora siamo anche tornati ad avere inflazione con redditi stagnanti e disoccupazione ai massimi: direi un mix perfetto che premia ampiamente le politiche con cui siamo stati sin qui guidati.
(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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