Con quanti mesi o settimane di contributi INPS si può chiedere la disoccupazione?

Per inoltrare la richiesta dell’indennità di disoccupazione è necessario possedere specifici requisiti contributivi e soddisfare alcune condizioni. Ciò perché la tipologia di indennizzo cui si ha diritto è diversa a seconda della categoria professionale cui si appartiene. Ad esempio per chi opera nel settore agricolo esiste un’indennità specifica che non coincide con la NASPI. Si tratta infatti della cosiddetta disoccupazione agricola ordinaria che ha come destinatari coltivatori diretti, coloni, operai agricoli e familiari. Occorre pertanto anzitutto valutare con quanti mesi o settimane di contributi INPS si può chiedere la disoccupazione in relazione alla propria professione.

Il contribuente che non svolge attività lavorativa per un periodo più o meno lungo di tempo si interroga anche sul proprio futuro pensionistico. Si chiede pertanto se il diritto agli assegni di disoccupazione avranno un’incidenza negativa sui futuri ratei previdenziali. Per cui accade spesso che alla preoccupazione relativa all’assenza di lavoro si aggiunga quella più a lungo termine riguardante la sorte pensionistica. In un precedente articolo abbiamo riposto ai dubbi dei Lettori chiarendo “Quanti soldi perderanno le pensioni INPS dei disoccupati che percepiscono la NASPI 2021?”. Occupiamo adesso invece di individuare la platea dei beneficiari dell’indennità di disoccupazione. Quali dunque le condizioni necessarie e, soprattutto, con quanti mesi o settimane di contributi INPS si può chiedere la disoccupazione?

Con quanti mesi o settimane di contributi INPS si può chiedere la disoccupazione?

Gli operai agricoli e i coltivatori diretti maturano il diritto alla disoccupazione agricola se sono in possesso di un montante di contribuzione pari a 2 anni. A ciò si devono aggiungere almeno 102 giornate lavorative risalenti ai 2 anni immediatamente precedenti alla richiesta.

Le categorie professionali cui spetta la NASPI devono invece anzitutto aver perso l’impiego per motivi indipendenti dalla propria volontà o responsabilità. Inoltre devono possedere almeno 13 settimane di contributi e il versamento della copertura non deve essere antecedente di oltre 4 anni. Volendo tradurre le settimane contributive in mesi si deve ricorrere al coefficiente 4,333 che l’INPS applica per il computo e si ottengono così 3 mesi. I contribuenti che invece rientrano nella categoria dei lavoratori parasubordinati e quindi collaboratori, assegnisti e co.co.co. percepiscono un altri tipo di indennità, ossia la Dis-coll. Si matura il riconoscimento all’indennizzo in presenza di 3 mesi di contributi, ma dal 2019 risulta sufficiente 1 solo mese di anzianità su base annua.

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