Con quali soldi lo Stato italiano sta pagando il reddito di cittadinanza e la Cassa Integrazione?

Con quali soldi lo Stato italiano sta pagando il reddito di cittadinanza e la Cassa Integrazione? Coloro che stanno ricevendo questi chiari benefici certamente non se lo chiederanno. Li ricevono e ne usufruiscono. E tanto basta. Forse è un po’ egoista, come ragionamento, ma è molto umano.

E tanto basta, evidentemente. La questione, invece, può venire in mentre ad altri contribuenti, magari non percettori né dell’uno né dell’altro beneficio. Con quali soldi lo Stato italiano sta pagando il reddito di cittadinanza e la Cassa Integrazione? Vediamo di capirlo.

Se vi chiedessero di rispondere voi alla domanda posta nel titolo, che cosa rispondereste? Prendetevi un attimo e provate davvero a rispondere. E segnatevelo da qualche parte. Per vedere se ci avete azzeccato. Fatto? Bene, continuate a leggere. Il reddito di cittadinanza è una misura straordinaria. Nel senso che non esisteva ed è stata introdotta.

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La cassa integrazione, invece, per quanto straordinaria anch’essa, è prevista dalla legge. E lo è sin dal lontano 1947, poi aggiornata nel 1951. Quindi si tratta di due istituti molto, molto diversi, per quanto straordinari entrambi.

Con quali soldi lo Stato italiano sta pagando il reddito di cittadinanza e la Cassa Integrazione?

I soldi per il reddito di cittadinanza, che ci crediate o no, arrivano da tagli alle spese sociali, previdenziali, assistenziali e di stimolo fiscale. In pratica, macelleria sociale. Proprio così. Perché l’istituto risale al governo gialloverde del 2018. E fu previsto in prima istanza per 15 miliardi.

Cifra abnorme, assolutamente non a disposizione dello Stato. E’ poi successo che le risorse messe a disposizione siano state molto inferiori. E che le richieste, tra respinte ed esaudite, siano state molte meno di quanto si aspettava chi ha messo in essere questo vero e proprio assistenzialismo statale. Sia come sia, i soldi sono provenuti da lì.

Per la Cassa Integrazione le cose sono molto diverse. Quella ordinaria è pagata da ogni impresa. E lo è con un contributo ordinario lordo sulle paghe. E con un contributo addizionale sulle integrazioni salariali anticipate. Il primo è pari al 2,20% o all’1,9% del monte paghe lordo. Rispettivamente per le imprese con più di 50 dipendenti o fino a 50.

Quello addizionale è pari, rispettivamente, all’8% o al 4% delle integrazioni salariali da dover dare. La CIG straordinaria è invece finanziata dai datori di lavoro e dai lavoratori insieme. Con un contributo pari rispettivamente allo 0,6% e allo 0,3% della paga lorda. Anche vi è inoltre un onere a carico dell’impresa. Che è pari al 4,5% o al 3% delle integrazioni del salario. Ed è da anticipare. La prima percentuale per quelle con più di 50 dipendenti. La seconda per quelle fino a 50 dipendenti.

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