Con quale reddito si percepisce il 100% della pensione di reversibilità INPS?

Quando viene a mancare il titolare di un trattamento pensionistico, il coniuge superstite matura il diritto alla pensione di reversibilità. Nel caso in cui non sia più in vita neanche l’altro coniuge, l’INPS eroga l’assegno pensionistico a favore dei figli. Ciò tuttavia a condizione che al momento del decesso i figli risultino non ancora maggiorenni o portatori di handicap o studenti universitari fino all’età di 26 anni. Per sapere invece con quale reddito si percepisce il 100% della pensione di reversibilità INPS senza subire tagli bisogna consultare la normativa vigente. Il riconoscimento del trattamento previdenziale ai superstiti presuppone infatti alcuni limiti di reddito che determinano l’ammontare del rateo mensile.

Nell’articolo “Qual è l’importo dell’assegno INPS delle pensioni di reversibilità per la vedova con 1 o 3 figli?” il Lettore troverà informazioni dettagliate in merito. L’ammontare della somma di denaro che l’INPS assicura ai superstiti dipende da due specifici fattori che insieme concorrono all’individuazione dell’importo spettante. Il primo riguarda la composizione del nucleo familiare e l’eventuale presenza di figli minorenni o maggiorenni fino a 26 anni ancora fiscalmente a carico. Pr ulteriori informazioni relative ai potenziali beneficiari della pensione di reversibilità consigliamo di consultare quanto presente nella circolare 185/2015 dell’INPS. Il secondo criterio che individua il rateo previdenziale invece riguarda l’ammontare complessivo dei redditi del superstite che inoltra la richiesta. Torna pertanto utile individuare le soglie reddituali per capire con quale reddito si percepisce il 100 % della pensione di reversibilità INPS.

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Con quale reddito si percepisce il 100% della pensione di reversibilità INPS?

Quando ci si riferisce al reddito del coniuge superstite si indicano i redditi che sono soggetti all’IRPEF e se ne escludono altri. In particolare non concorrono gli eventuali redditi dell’abitazione in cui si risiede e i trattamenti di fine rapporto. Per conoscere altri dettagli relativi ai redditi che l’INPS valuta prima di erogare il beneficio previdenziale si rimanda alla circolare INPS 38/1996. Il limite di reddito da non superare per ottenere il riconoscimento dell’assegno previdenziale senza decurtazioni di sorta è pari a 20.107,62 euro. Le riduzioni sull’importo spettante scattano invece in presenza di redditi che superano di 3 o 4 e più volte il trattamento minimo.

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