Con il conto corrente in rosso meno plafond sulla carta di credito

Bisogna attentamente controllare il proprio conto corrente per evitare di andare in passivo e pregiudicare l’uso di tanti altri strumenti finanziari. Ebbene, un nostro Lettore ha avuto un problema non da poco conto e che potrebbe capitare a chiunque: con il conto corrente in rosso meno plafond sulla carta di credito.

Questa amara scoperta, il malcapitato l’ha fatta a seguito di una telefonata dell’istituto di credito. Infatti, la banca ha contattato il correntista, per richiedere di rimpinguare il conto corrente perché in rosso. Parallelamente l’istituto di credito ha fatto scattare misure stringenti sulla carta di credito. Perciò il correntista da un plafond più alto, si è reso conto di averne uno con cifra irrisoria.

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E’ tutto in regola?

Logicamente, il correntista non poteva credere ai suoi occhi perché l’episodio del conto corrente in rosso si è verificato per la prima volta. Dunque il correntista si è chiesto se questa pratica sia corretta.

Leggere i contratti stipulati

La prima cosa da fare è leggere attentamente quanto previsto nel contratto sottoscritto all’atto del rilascio della carta di credito. Infatti ogni banca, a proprio piacimento, ha facoltà di regolamentare condizioni e norme di utilizzo.

Cosa dice la Legge

L’articolo 6, secondo comma, del Dlgs 11/2010 dice: “il prestatore di servizi di pagamento può bloccare strumenti di pagamento al verificarsi di tre ipotesi”. Ebbene le prime due sono per motivi di sicurezza dello strumento oppure per il sospetto di un suo utilizzo fraudolento o non autorizzato.

Infine il caso che riguarda  più da vicino il nostro Lettore: il rischio che il pagatore non sia in grado di ottemperare al pagamento. Scorrendo al comma successivo si legge che il prestatore di servizi di pagamento deve comunicare in anticipo la decisione del blocco dello strumento finanziario all’utilizzatore.

Chi deve rispondere alla domanda “Con il conto corrente in rosso meno plafond sulla carta di credito?”

Dunque non resta che leggere cosa prevede il proprio contratto altrimenti l’unica strada da percorrere è presentare formale reclamo alla banca. Infine in caso di insoddisfacente risposta, resta da percorrere la strada all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF).

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