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Commodity pronte alla ripresa?

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Sono molte le case di investimento concordi su una prospettiva positiva per le i mercati globali nel 2021. Le piazze USA si sono rivelate rialziste per i mercati. Il prossimo anno ci attende una normalizzazione della situazione.

Il rischio più probabile è costituito da una seconda ondata di Covid da gennaio in poi, che trascini più avanti la riaccensione globale dei motori dell’economia.

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Sono tutti d’accordo che ci sarà un boom della spesa pubblica americana. Che assisteremo a una nuova debolezza del dollaro. E al raggiungimento del livello 3.900 punti per l’indice S&P 500 entro la fine del 2021. Che gli investitori preferiranno crediti ad alto rendimento, rispetto alle obbligazioni ad altro rendimento.

Ma sulle materie prime i pareri sono discordanti. Vediamo oggi i diversi scenari che si ipotizzano con l’aiuto degli Esperti di Materie Prime di ProiezionidiBorsa.

Lo scenario pessimista

Commodity pronte alla ripresa, ma i pareri non concordano. Secondo alcuni il settore delle commodity non mostrerà un recupero significativo. L’oro potrebbe vedere le quotazioni scendere al livello 1.825 dollari per oncia, contro stime precedenti a 1.950 dollari.

Rimbalzi da dimenticare anche per il prezzo del petrolio. Ieri, per la prima volta, è uscito il dato che la vendita di auto elettriche è stata superiore al numero di veicoli alimentati a diesel. E che l’interesse per le vetture alimentate a benzina è sceso al 47%, il 12% in meno rispetto allo stesso periodo nel 2019.

In effetti il gruppo Volkswagen, il mese scorso, ha venduto 40.300 elettrici in Europa, passando al secondo posto dopo Toyota.

Negativo lo scenario anche per alcune commodity agricole come il cacao. Gli acquirenti non sono più disposti a pagare gli alti prezzi richiesti dalla Costa d’Avorio e dal Ghana (che detengono il 70% della produzione mondiale) per aiutare i coltivatori. La carenza di domanda è generata dal minor consumo di cioccolato a causa della pandemia.

Commodity pronte alla ripresa ma i pareri non concordano

Altri investitori scommettono, invece, su un recupero a breve del settore materie prime. Con rialzo dei prezzi degli idrocarburi, la cui produzione risulterà inadeguata alla ripresa a V che ci attende. Questo recupero potrebbe durare qualche anno e sarebbe generato da una ripresa economica ciclicamente più forte.

L’arrivo dei vaccini anti Covid 19 e la conseguente ripartenza delle economie creano euforia. E fanno pronosticare a vari scenaristi l’avvio di una fase rialzista strutturale, con un ritorno alla old economy soprattutto in campo energetico.

Ciò considerando che molte Nazioni non sono ancora pronte per l’energia green. Gli scenaristi ottimisti ritengono che l’oro possa tenere le posizioni e tornare, nel medio termine, a quotare oltre 2.000 dollari l’oncia.

Approfondimento

La view di ProiezionidiBorsa sull’oro

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