Come valutare il rapporto qualità-prezzo delle pizze surgelate

Una guida per capire come valutare il rapporto qualità-prezzo delle pizze surgelate.

La pizza è, senza ombra di dubbio, uno dei simboli cult del “made in Italy” nel mondo. Tra le diverse varianti, quella che spicca è la pizza napoletana, quella cioè dall’impasto morbido e sottile, ma dai bordi alti. Non a caso, dal 2010 è stata ufficialmente riconosciuta come specialità tradizionale garantita dell’Unione Europea. E addirittura “l’arte del pizzaiuolo napoletano”, di cui la pizza napoletana rappresenta la capofila, ha ottenuto dall’ Unesco il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’umanità.

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Un patrimonio immateriale che determina un giro di affari in crescita esponenziale. Tanti infatti provano, per lo più senza troppo successo, ad imitare i nostri maestri pizzaioli, ma si sa, l’arte o ce l’hai nel dna, o non si va troppo lontano. Eppure gli ingredienti di una pizza margherita di base sono pochi e naturali: farina, acqua, sale, pomodoro, mozzarella, olio e poco altro. Nonostante questa comunanza di fondo, poi però all’atto di mettere mano al portafogli, i costi delle pizze possono variare considerevolmente. E questo accade sia che si tratti di pizze fresche di forno, o nella versione surgelata. Vediamo quindi ora come valutare il rapporto qualità-prezzo delle pizze surgelate.

L’incidenza degli ingredienti

Il primi a finire, inevitabilmente, sotto la lente d’ingrandimento di un consumatore attento sono, per forza di cosa, gli ingredienti. Oltre alla farina, di grano tenero, l’alimento principe è la mozzarella, in percentuali che possono variare, considerevolmente, da una pizza all’altra. Ma attenzione! Non sempre si tratta di mozzarella autentica; potrebbe infatti capitare di trovare anche i cosiddetti “siluri”, ovvero quei blocchi di formaggio industriale, a pasta filata.

Una “trovata” degli ultimi tempi, per ridurre al minimo quell’effetto annacquato che la mozzarella produce sull’impasto. Una “caduta di stile” utile, ma che dovrebbe comportare anche una riduzione dei costi sul prodotto finito. Perché un conto è che la pizza sia condita con mozzarella di bufala campana e un conto che si ritrovi sopra questo mix d’incerto valore nutrizionale.

Come valutare il rapporto qualità-prezzo delle pizze surgelate

Come valutare il rapporto qualità-prezzo delle pizze surgelate? Altri elementi da tenere nella dovuta considerazione, quando si sta per acquistare una pizza surgelata, sono olio e pomodoro. Tante pizze in commercio contengono semplice olio di oliva, ma anche olio di girasole e, nella peggiore delle ipotesi. pure olio di colza. Prodotti di natura ben più scadente dell’olio extravergine di oliva che magari ci si aspetterebbe di trovare.

Per quanto poi attiene al fattore pomodoro, un conto è che si tratti di una più o meno anonima passata e un conto che si ricorra ai pomodorini di Pachino. Una variante, quest’ultima, spesso abbinata alle pizze top, vale a dire a quelle che in gergo tecnico vanno sotto il nome di “Premium”, o “Deluxe” a seconda delle varie linee di supermercato, presso cui ci si rifornisce.

Attenzione al fattore marketing

Ciò che poi fa letteralmente impennare i prezzi delle pizze è anche il fattore marchio e l’appartenenza ad una linea speciale. Si pensi ad esempio alle diverse varianti di pizze al gorgonzola e noci, o a quelle allo speck e funghi, per non parlare delle varianti al tartufo, Una sfilata decisamente da “red carpet” per gli estimatori della pizza, ma che rischia di far raddoppiare, se non triplicare i prezzi standards.

Un maggior prezzo che spesso si crede giustificato da una migliore qualità dei prodotti utilizzati, ma ciò che deve sempre orientare nella scelta, non è solo il marchio, ma l’etichetta. Imparando a leggerle si potrebbero fare delle scoperte inimmaginabili. Un’altra cosa da valutare è il tipo di confezione. Un conto è infatti spendere 6 euro per una sola pizza e un conto acquistare, con poco più, una confezione che ne propone due-tre suddivise al suo interno in confezioni separate.

Se poi si volesse spingere sulla marcia del massimo risparmio, non sarebbe male acquistare una buona base di pizza margherita, (generalmente la più a basso costo), e poi provvedere, in autonomia, alle ulteriori farciture con prodotti freschi. E comunque mai sottovalutare i prodotti a marchio delle varie catene, (vale a dire coop, conad, esselunga, selex ecc) tenuti volutamente a prezzi bassi per fidelizzare la clientela. Come si è visto, prezzo basso non significa necessariamente qualità inferiore.

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