Come valutare efficacemente le rendite di un fondo pensione

L’aderente ad un fondo pensione, giunto all’età pensionabile, ha la possibilità di scegliere varie modalità di incasso. Può chiedere che una parte della posizione individuale maturata gli sia corrisposta in unica soluzione anziché convertirla in rendita.

Nel caso decidesse di convertire in rendita la sua posizione avrebbe a disposizione varie soluzioni da scegliere al termine della fase di accumulo.

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Diverse tipologie

Come valutare efficacemente le rendite di un fondo pensione è una preoccupazione del risparmiatore da combinare con le proprie esigenze.

La prima forma di rendita è quella vitalizia, da corrispondere al risparmiatore finché è in vita. È la forma più semplice e tipica delle modalità assicurative.

La seconda tipologia è una rendita reversibile da corrispondere all’aderente finché è in vita e successivamente alla persona designata. Sarà erogata a quest’ultima in percentuale (ad esempio 60%) fin quando è in vita.

La terza tipologia è una rendita vitalizia controassicurata da corrispondere al risparmiatore finché è in vita. Al suo decesso verrà corrisposto agli eredi la differenza positiva tra il valore della posizione iniziale e le rendite già erogate.

La quarta tipologia è una rendita vitalizia con raddoppio in caso di non autosufficienza da corrispondere all’aderente finché è in vita. La rendita raddoppia nel caso di non autosufficienza che si presenti durante la fase di erogazione.

Coefficienti di trasformazione del capitale in rendita

Come valutare efficacemente le rendite di un fondo pensione dipende, di conseguenza, dai coefficienti di trasformazione che verranno utilizzati. Questi ultimi sono i valori che permettono di convertire il capitale accumulato in rendita.

I coefficienti dipendono da basi demografiche come la speranza di vita distinta per data di nascita. Incide sul coefficiente, anche se in forma minore, il costo di erogazione della rendita. Ogni tipologia di rendita, di cui sopra, dispone di un coefficiente di trasformazione.

Chi vorrà usufruire della rendita vitalizia preferisce una rendita più elevata senza alcuna tutela per i superstiti. La seconda e terza tipologia di rendita sarà più bassa, ma con maggior tutela per gli eredi. La quarta tipologia è utilizzata per tutelarsi dal rischio di non autosufficienza per cui sarà più bassa della vitalizia e più alta in caso di non autosufficienza.

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