Come usare l’arnica. Le varie formulazioni e i casi in cui questo potente antinfiammatorio naturale ci viene in aiuto

L’arnica è uno dei rimedi naturali più usati in caso di contratture, contusioni e stiramenti.
Si ricava da una pianta (l’arnica montana) e possiede proprietà antiflogistiche, antinfiammatorie ed antireumatiche.

Sotto forma di gel, pomata o unguento, è in genere impiegata per uso topico.

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Come e quando utilizzare l’arnica

Le sue diverse formulazioni tornano utili per differenti utilizzi. Vediamo allora come usare l’arnica per trarne il massimo dei benefici.

  • Crema o gel

La formulazione più comoda e diffusa in caso di distorsioni, slogature, strappi e stiramenti. In tutti questi casi, l’arnica riduce l’infiammazione, allevia il dolore e favorisce la riparazione dei tessuti.

Molto utile anche in caso di edema e gonfiori localizzati.

  • Olio

Utilizzato spesso per i massaggi prima e dopo l’attività sportiva.

Prima per riscaldare i muscoli e prevenire così eventuali traumi, dopo per dare sollievo dai dolori muscolari ed evitare possibili contratture.

  • Tintura madre

È usata per la preparazione di impacchi da applicare localmente sulle zone interessate. La tintura madre va diluita in acqua o alcool in rapporto 1:5.

In base alle singole esigenze, l’impacco può essere caldo o freddo (con l’aggiunta di ghiaccio). Va tenuto in posa per mezz’ora e solo su pelle integra e senza ferite o escoriazioni.

Ottimo antisettico del cavo orale, fare dei gargarismi con qualche goccia di tintura madre di arnica diluita in acqua, risolve un fastidioso mal di gola in pochi giorni.

  • Granuli

Formulazione molto utilizzata in omeopatia.

I granuli si assumono per via orale. La dose consigliata è di 5 granuli una volta a settimana. Particolarmente consigliato un ciclo in estate e durante i campi di stagione. Si tratta infatti di un ottimo ricostituente cerebrale ed energetico.

Pianta

Ora che abbiamo visto come usare l’arnica, andiamo a conoscerla un po’ più da vicino anche come pianta.

Appartenente alla famiglia delle Asteraceae, si tratta di una piccola pianta che cresce ad alta quota.

È una erbacea perenne, con il fusto eretto e pochi rami. I suoi fiori sono di un bel giallo-arancio intensi e possono essere sia singoli che riuniti in piccoli raggruppamenti.

Curiosità

È comunemente chiamata anche “tabacco di montagna” perché, in passato, le sue foglie dalle sue foglie essiccate e sminuzzate si ricavava tabacco da naso.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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