Come trasformare l’Italia un paradiso fiscale. Provocazione o realtà?

La polemica sui Paradisi fiscali negli ultimi giorni è salita fortissima. Un Paradiso Fiscale è un paese dove le imposte e le tasse sono molto basse. Abbiamo visto in un precedente articolo da queste colonne come ce ne siano moltissimi anche in Europa.  Come trasformare l’Italia un paradiso fiscale? Proviamo a scoprirl

I paradisi fiscali in Europa

Partiamo dai paradisi fiscali in Europa come, Lussemburgo, Portogallo, Olanda, Irlanda, Svizzera, Montecarlo considerati tutti paesi a tassazione agevolata. Grazie a tasse ridotte questi Paesi hanno attirato investitori e investimenti. Il Portogallo è la meta di molti pensionati grazie ad una imposizione fiscale al 12,5% sui redditi. L’Olanda e il Lussemburgo la meta di centinaia di aziende che gli scelgono come residenza fiscale (lo ha fatto anche Fiat).

Perché non concedere alla Fiat, e alle altre aziende italiane, ma anche estere, quello che concede l’Olanda? Perché non concedere ai pensionati italiani una aliquota agevolata sulla pensione pari a quella che il Portogallo gli offre? Una provocazione? Non esattamente.

Come trasformare l’Italia un paradiso fiscale

L’anno scorso ai tempi del Governo Conte 1 il Vicepremier Matteo Salvini aveva lanciato un a proposta di concedere benefici fiscali ad alcune zone di Italia secondo il “modello Portogallo”. In una intervista aveva evidenziato i danni della fuga dei nostri pensionati e lanciato l’idea di “un’esenzione fiscale per i pensionati come il Portogallo”.

Con il Decreto Legge 34/2019 all’articolo 5 il governo introduce una flat tax per i pensionati. La legge strizza l’occhio ai pensionati all’estero da oltre 5 anni che tornano in Italia. Trasferendosi in comuni con non più di 20mila abitanti di Campania, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia, godranno di agevolazioni fiscali. Ovvero una imposta sostituiva e forfettaria sulla pensione con aliquota al 7% per 5 anni.

Italia un po’ paradiso fiscale per gli sportivi

Il Decreto crescita (sempre il Decreto Legge 34 del 2019) favorisce fiscalmente gli sportivi professionisti che tornano in Italia dopo aver trascorso almeno due anni all’estero. Offre a questi per cinque anni una detassazione del reddito imponibile del 50%. Unica condizione? Mantenere la residenza per almeno due anni. Addirittura l’agevolazione sale al 70% per gli sportivi che non sono professionisti e sale al 90% se il luogo di residenza sarà in alcune zone definite del Sud Italia.

La legge è in vigore dall’1 gennaio di quest’anno.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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