Come trasferire soldi al figlio senza avere problemi con gli altri eredi

Come trasferire soldi al figlio senza avere problemi con gli altri eredi. Nel momento in cui vi è un trasferimento di soldi, caratterizzato da spirito di liberalità ossia dalla volontà di arricchire l’altro senza interessi, si parla di “donazione”. Oggi, trasferire dei soldi è piuttosto semplice. Basta un click tramite un tablet o un pc ed il gioco è fatto! Tuttavia, nel farlo è importante non solo rispettare le regole imposte dal sistema giuridico per il trasferimento di soldi. Regole queste, che valgono anche per i trasferimenti di denaro tra genitori e figli. Ma è altrettanto importante nel caso in cui si trasferiscono soldi solo ad uno dei figli, evitare problemi con gli altri fratelli futuri eredi.

Vediamo allora come fare per non incorrere in problematiche con eventuali altri fratelli o altri eredi.

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Come trasferire soldi al figlio senza avere problemi con gli altri eredi

In un precedente articolo, ci siamo soffermati sui 3 metodi per evitare che i soldi sul conto in banca vadano agli altri eredi. Ricordando a tutti i lettori che se tra i soggetti esclusi dal conto in banca ci sono altri eredi questi potranno rivendicare i loro diritti di successione. Quanto appena scritto può succedere anche quando un genitore dona dei soldi ad uno solo dei figli.

Cosa fare

Sono molteplici le ragioni che spingono un padre o una madre a donare dei soldi al figlio. Tralasciando la motivazione, un genitore quando dona dei soldi ad un figlio deve attenersi a delle regole. Regole da rispettare per non correre rischi né con il fisco né con gli altri eredi o fratelli. Soffermiamoci su quest’ultimo aspetto.

Come trasferire soldi al figlio senza avere problemi con gli altri eredi

Quando si fa un regalo in soldi ad un figlio potrebbero sorgere delle contestazioni da parte degli altri fratelli o eredi. Questi ultimi, possono, infatti, opporsi alla donazione qualora ritengano di essere stati privati delle quote di eredità riservate loro dalla legge. Gli eredi legittimari possono, dunque, impugnare la donazione fatta in vita solo dopo la morte del donante e nel termine di 10 anni dall’apertura della successione. Al fine di evitare le contestazioni, il genitore donante deve far sottoscrivere agli altri suoi eredi un atto di accettazione della donazione. Con l’atto di accettazione, gli altri futuri eredi si impegnano a non impugnare la donazione stessa.

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