Come stimolare il linguaggio nei bambini fin dalla gravidanza

La ricerca e le nuove tecnologie hanno svelato alcuni dei misteri più affascinanti della mente umana e dello sviluppo cognitivo dei neonati. Soprattutto nella sfera del linguaggio. I ricercatori hanno scoperto che anche già da dentro la pancia, i feti percepiscono la voce della madre e del padre e imparano a distinguere i fonemi e le parole. Ecco allora, come stimolare il linguaggio nei bambini fin dalla gravidanza e durante i primi mesi di vita.

Gli studi dimostrano infatti che, quando i genitori parlano al feto, la frequenza cardiaca del bambino diminuisce, si rilassa e si favoriscono le connessioni sinaptiche neurali.

Parlare, parlare, parlare

Può sembrare strano e magari un po’ stucchevole, ma già dalla gravidanza si può iniziare a dialogare con il bambino. Non basta infatti che il feto ci senta parlare con gli altri, è importante rivolgersi al bambino, iniziare quello che si chiama Baby Talk. Ossia parlare con voce suadente e dolce, sicuri che il nascituro ci stia ascoltando. Il piccolo percepisce che ci si sta rivolgendo a lui o lei.

Cantare, cantare, cantare

Le canzoni e le filastrocche sono uno strumento molto valido per stimolare il linguaggio nei bambini. Infatti i piccoli sono più propensi a memorizzare catene di parole, anche se all’inizio non ne carpiscono del tutto il significato.

Leggere, leggere, leggere

Anche se il bebè non è in grado di capire il messaggio del libro, percepisce che gli stiamo dedicando la nostra voce e la nostra attenzione. Non è importante, quindi, impegnarsi in discorsi sensati rivolti al bambino. Anche leggere una favola con tono calmo e giocoso, è un ottimo esercizio per stimolare il linguaggio nei bambini durante la gravidanza.

Come stimolare il linguaggio nei bambini dalla nascita in poi

Quando il piccolo è venuto al mondo, riconosce già la voce della madre e degli altri membri del nucleo familiare. Il suono della loro voce lo rasserena e lo stimola. È proprio nei primi mesi di vita che il bambino apprende, anche se non riesce ancora a ripeterle, le prime parole e soprattutto distingue perfettamente i fonemi specifici della lingua materna.

Per questo, se si vuole stimolare il bilinguismo, è fondamentale stimolare la comunicazione anche in un’altra lingua.

Come affermava Albert Costa, famoso ricercatore sul bilinguismo e autore del libro ‘Cervello bilingue’, quando nasce un bambino, è capace di discriminare tutti i suoni che gli si presentano, però a sei o sette mesi, l’opportunità di riconoscere altri suoni si chiude o inizia a declinare.

Per questo, fin dai primi giorni di vita è importante continuare a comunicare con il bambino, cantare e leggere storie. Se si vuole che impari un’altra lingua è meglio farlo con un nativo, poiché proprio in questi primi mesi apprenderà a distinguere e quindi a produrre correttamente i fonemi.

Di cosa si può parlare con un neonato?

Per parlare con il bambino, basta rivolgersi a lui, spiegando le azioni che si vanno facendo e descrivendo tutto ciò che si fa e che ci circonda.

Per esempio, quando lo cambiamo, possiamo descrivere tutti i passaggi. E se ci sta guardando mentre svolgiamo altri compiti, come le faccende domestiche, descrivere quello che stiamo facendo.

Non è necessario, ed è anzi controindicato, parlare con parole in ‘bambinese’ ossia semplificate o non esistenti. Il bambino è in grado di apprendere tanto parole semplici quanto le più complicate, se lo si espone fin da subito alla pratica.

Leggere al bambino per ampliare il vocabolario

La lettura è un ottimo strumento per stimolare l’intelligenza del bambino e il linguaggio. È importante scegliere libri adeguati ad ogni età. Al neonato si possono offrire libri in cotone e imbottiti, che potranno portarsi alla bocca senza rischio. Sono i cosiddetti Milkbook. Spiegare le immagini indicando ogni cosa con il suo nome e quello che fa. Allo stesso tempo si può iniziare a leggere qualche favola.

Il fatto di leggere parole e frasi che non vengono normalmente pronunciate dai genitori, espone il bambino a un vocabolario più ampio. Sorprenderà come già a un anno alcuni bambini sono capaci di ripetere intere frasi guardando le immagini del loro libro preferito!

Bisogna far vedere cartoni animati lingua straniera?

Anche se è vero che i cartoni animati sono uno stimolo per i bambini, prima dei tre anni si sconsiglia di lasciarli troppo tempo davanti la tv. Il bambino, specialmente se piccolo, ha bisogno di stimoli reali, che attivino la sua attenzione, mentre la televisione li rende passivi. Ecco che l’interazione con le persone è sempre preferibile.

A partire dai tre anni, invece, potrebbe guardare i cartoni anche in lingua straniera, per aiutarlo a carpire la pronuncia e imparare qualche termine. È consigliabile che ci sia qualcuno accanto, per aiutarlo a capire quando ne ha bisogno.

In conclusione, se si vuole sapere come stimolare il linguaggio nei bambini fin dalla gravidanza e nei primi mesi di età, basta considerare il feto e il neonato come persona fin dal primo momento.

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