Come sta l’Italia? Ecco cosa dice il rapporto Istat 2020 sulla situazione del Paese

Come sta l’Italia? Ecco cosa dice il rapporto 2020 sulla situazione del Paese.

Anche quest’anno l’Istat ha prodotto il consueto Rapporto annuale sulla Situazione del Paese.
Lo ha presentato venerdì 3 luglio alle ore 10:30 presso Palazzo Montecitorio il Presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo. Erano presenti il Presidente della Camera Roberto Fico, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e le più alte cariche dello Stato.
Il rapporto mostra e analizza i cambiamenti in atto, partendo da dati raccolti attraverso indagini specifiche presso le famiglie e presso le imprese. La descrizione che ne esce è un quadro problematico e complesso, soprattutto a causa dell’emergenza sanitaria.

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Il rapporto dedica un’attenzione particolare all’impatto della pandemia di Covid-19.

In particolare si analizzano le ripercussioni sulla mortalità, sul Servizio sanitario nazionale, sulla qualità di vita degli anziani.
L’epidemia ha messo sotto tensione un Servizio sanitario nazionale purtroppo già fortemente ridimensionato. Le politiche di risparmio sulla spesa pubblica degli anni precedenti hanno infatti causato una diminuzione di medici, infermieri, posti letto e servizi di medicina territoriale. Nonostante questo il Sistema Sanitario ha risposto con decisione è stato in grado di reggere, anche se con molte difficoltà, l’impatto dell’emergenza.

Come sta l’Italia? La pandemia ha acuito le già significative diseguaglianze socio-economiche.
Nella presentazione degli aspetti macroeconomici e sociali, l’Istat dichiara che il quadro risulta eccezionalmente complesso e incerto.
Sappiamo che l’epidemia ha colpito le persone più vulnerabili, soprattutto gli anziani.
Ma i dati dimostrano che ha anche penalizzato maggiormente la popolazione meno istruita e che rischia ora di allargare i già esistenti divari sociali.
L’analisi della mobilità sociale registra serie difficoltà nei giovani di occupare status sociali superiori a quelli dei propri genitori.
Sono in discesa i livelli di occupazione e il tasso di attività, si registra un deciso calo delle attività economiche in tutti i settori. Gli effetti sulle imprese si sono evidenziati soprattutto nella riduzione della liquidità.
I primi segnali di un’eventuale risalita si individuano tra maggio e giugno.

Come sta l’Italia? Ha dimostrato una forte coesione

Sul piano della coesione sociale si è registrato un incremento dei legami sociali e della solidarietà, ed una crescita del senso civico. La maggior parte delle persone ha seguito le regole e, nonostante la distanza fisica, ha curato molto i rapporti sociali.
Risulta anche alta la fiducia da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni, in particolare quelle più coinvolte nel contenimento della pandemia.
Per superare la crisi in atto sono necessari investimenti e soprattutto azioni risolutive per superare le criticità strutturali e ambientali del Paese. C’è bisogno di investire nell’istruzione e nella conoscenza e di ridurre il digital divide, perché questi aspetti possono risollevare anche le prospettive occupazionali. È importante che ci si occupi del sostegno alle famiglie per un recupero del persistente calo della natalità.

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