Come sono tutelato se perdo il lavoro a causa del coronavirus?

Il coronavirus spaventa non solo per il suo aggressivo attacco alla salute delle persone, ma anche per le conseguenze lavorative che trascina dietro di sé. Il lockdown ha posto importanti norme restrittive a molte attività produttive e agenzie di servizi la cui immediata conseguenza è stata una chiusura obbligata. All’alba di nuove e lente riaperture, la condizione di migliaia di lavoratori versa ancora nella più incerta precarietà. Molti si ripetono questa domanda: come sono tutelato se perdo il lavoro a causa del coronavirus? C’è chi ha dei figli a cui badare, delle spese da sostenere e la perdita del lavoro rappresenta una vera a propria difficoltà. A ciò si aggiunge il fatto che, in questa dimensione di profonda crisi, alla perdita di un lavoro non corrisponde la nuova assunzione. Se le aziende sono chiuse, dove si collocheranno i lavoratori? Cerchiamo dunque di fare chiarezza sulle tutele che lo Stato garantisce ai chi è in difficoltà e senza un impiego.

Quando le aziende hanno l’obbligo di non licenziare i dipendenti

La prima premessa da fare riguarda l’obbligo per le aziende di non licenziare per 60 giorni. Nel decreto Cura Italia, si è fatto esplicito riferimento all’obbligo posto alle aziende di non licenziare i propri dipendenti nei 60 giorni che decorrono dal 18 marzo. Questo vuol dire che i lavoratori sono parzialmente tutelati da questo vincolo. Tuttavia, bisogna ricordare che se sopravviene l’impossibilità di svolgere la mansione per cui si è occupati, allora l’azienda non deve alcuna retribuzione. Questo nel caso in cui l’azienda chiuda o riduca la propria attività. Dunque, come sono tutelato se perdo il lavoro a causa del coronavirus?

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Quali sono i sussidi economici che spettano ai lavoratori a casa

Nella misura in cui si perde il proprio posto, lo Stato e i decreti messi in atto, offrono alcune garanzie quali:

  • è possibile richiedere l’indennità di disoccupazione NASpI o Dis-Coll entro il termine prolungato fino a 128 giorni dal termine del contratto;
  • è possibile beneficiare della cassa integrazione ordinaria per un periodo massimo di 9 settimane. Il beneficio spetta se si lavora per un’industria e si resta a casa per colpa del coronavirus;
  • si può beneficiare della cassa integrazione in deroga per un periodo massimo di 9 settimane. Questo se si lavora per un’impresa del settore privato;
  • vale per 9 settimane anche l’assegno ordinario che riguarda le aziende che aderiscono al Fondo di integrazione salariale Fis dell’Inps;
  • bonus 600 euro per i lavoratori autonomi, stagionali e liberi professionisti che ne fanno specifica richiesta sul portale Inps.

Questi sono alcuni dei principali provvedimenti presi dallo Stato per rispondere alla domanda: come sono tutelato se perdo il lavoro a causa del coronavirus? Sicuramente, questo tipo di sussidi non colmeranno l’ammanco economico di molti. Tuttavia, restare a casa sarà la soluzione migliore per uscire quanto prima dal momento di stallo che il Paese sta vivendo.

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