Come si svolgono le elezioni in Inghilterra?

Domani il Regno Unito vedrà elezioni anticipate. Ma come si svolgono le elezioni in Inghilterra?

Domani la Gran Bretagna verrà chiamata a scegliere il nuovo governo. Ma la votazione riguarderà anche il futuro della Brexit.

Perché si fanno le elezioni ?

A seconda del risultato delle urne, cambierà la politica del governo di addio all’Europa. Da un lato, infatti, c’è il percorso indicato da Boris Johnson, attuale premier britannico conservatore, che ha deciso di far uscire Londra dall’Unione Europea a prescindere da tutto e da tutti. Dall’altro lato, invece, c’è Jeremy Corbyn, rappresentante dell’opposizione, deciso a rinegoziare un accordo con l’Unione Europea e a farlo successivamente votare dalla popolazione in un altro referendum popolare.

Come è nata la Brexit?

Questo è l’ultimo scenario di una tragicommedia che si snoda ormai da oltre tre anni. Una tragicommedia chiamata Brexit. Come è nata la Brexit? Era infatti il 23 giugno del 2016 quando un referendum dichiarava la volontà degli inglesi di uscire dall’Unione Europea. Una volontà sancita da una maggioranza minima e per di più a macchia di leopardo. Infatti le grandi città, in primis Londra, avevano votato per restare all’interno dell’Ue. Diversa invece la volontà delle province che hanno votato in massa per il divorzio.

Perché   è un problema?

Perché la Brexit è un problema? Le difficoltà sono nate immediatamente dopo il risultato del referendum. Infatti il quesito posto ai cittadini non specificava le modalità (eventuali) di uscita e tanto meno le conseguenze. In altre parole nel quesito del referendum non si chiedeva (o prospettava) nè come uscire dall’Ue e tantomeno i tantissimi accordi siglati tra Londra e Bruxelles. Accordi che, in caso di rottura, avrebbero potato inevitabili conseguenze. Senza contare la difficile situazione del confine irlandese.

Come si svolgono le elezioni in Inghilterra?

Cosa attendersi ora da queste elezioni? Prima di tutto è bene cercare di capire come si svolgono le elezioni in Inghilterra. Il Regno Unito si basa infatti, su un sistema maggioritario relativo. In altre parole entra in Parlamento chi ottiene la maggioranza dei voti dall’uno e dall’altro schieramento. Giovedì, saranno rinnovati i 650  rappresentanti della Camera dei comuni, con una maggioranza assoluta fissata a 326 membri. A differenza di quanto avviene da noi, il premier non è frutto di contrattazioni fra i partiti eletti ma è il leader del principale partito che ha vinto le elezioni, il quale partito, a sua volta è quello che potrà formare il governo. Questo, ovviamente, nel caso in cui, si arrivi ad una maggioranza assoluta. Invece, cosa più probabile, nello scenario che si potrà verificare giovedì, nessun partito riuscirà a raggiungere la maggioranza assoluta. In questo caso si dovranno avviare delle trattative per creare un governo di coalizione. E il pericolo di nuove incertezze è dietro l’angolo.

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