Come si fa a riconoscere il sushi fresco e di qualità

Un approfondimento per capire come si fa a riconoscere il sushi fresco e di qualità. In una cultura, come la nostra, sempre più multietnica, i gusti dei consumatori tendono ad intrecciarsi. Quindi un giorno può capitare di mangiare occidentale, un giorno orientale, un giorno “a stelle e strisce”. “Complici” anche le variegate proposte sugli scaffali dei supermercati, si è quindi sempre più tentati nell’ avvicinarsi a prodotti alimentari di cui però, il più delle volte, si conosce ben poco se non addirittura nulla. E’ questo ad esempio il caso del pesce crudo, che noi abbiamo importato dalla cultura orientale. Vediamo quindi di approfondire, grazie anche alle indagini portate avanti dall’agguerrita squadra televisiva delle “Iene”, come si fa a riconoscere il sushi fresco e di qualità.

Impatto visivo

Tra le prime cose da attenzionare sicuramente c’è l’aspetto esteriore del pesce. Vale a dire che se le vaschette trasparenti in cui viene solitamente venduto il sushi, lasciano intravedere un pesce lucido e dal colorito brillante, si tratta sicuramente di buoni segnali. Il sushi fresco è inoltre accompagnato da un riso molto bianco. Invece più passa il tempo e più il riso diventa ambrato. Inoltre più il sushi è vecchio e più i chicchi di riso appaiono fusi e incollati l’uno all’altro.

Impatto olfattivo

Altra fondamentale bussola che deve orientare verso il sushi di buona qualità è l’odore che promana dal pesce. Il pesce, con cui viene confezionato il sushi non ha infatti, generalmente, alcun odore. Al contrario, se il sushi dovesse presentare un odore marcato di pesce, questo sarà una spia della sua permanenza fuori dal frigorifero per troppo tempo.

Impatto tattile

Il pesce deve poi risultare freddo al tocco e non deve essere appiccicoso. Solo il pesce vecchio infatti tende a rilasciare una sorta di grasso che lo fa apparire colloso. Un sushi di buona qualità deve presentare quindi un pesce liscio come fosse leggermente oleato. La consistenza del pesce deve inoltre essere rigida, per cui se la polpa dovesse sciogliersi in bocca, ciò starebbe a significare che si tratta di pesce vecchio.

Salse di accompagnamento

A conclusione di questo vademecum, altro indizio di buona qualità del sushi è la non commistione del pesce con le salsine. Per cui, sia che si tratti di salse di soia, salse teriyaki, o wasabi, tutte devono essere contenute separatamente dal pesce. Le salse infatti porterebbero a coprire eventuali difetti significativi del pesce. E specie quando si tratta di pesce crudo, qual è il sushi, non ci si può davvero permettere di rischiare.

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