Come si divide l’eredità con e senza testamento 

Insieme agli Esperti di Redazione valuteremo come si divide l’eredità con e senza testamento e quali quote spettano agli eredi. Spesso sorgono conflitti e litigi che vanno avanti per anni e che creano malumori fra familiari. In casi peggiori si rovinano per sempre rapporti dapprima pacifici a causa di ingiustizie nella spartizione del patrimonio. Ciò soprattutto in presenza di beni mobili o immobili che non rientrano nella successione e che quindi diventano oggetto di pretese talvolta senza fondamento. In un altro articolo abbiamo fornito risposte ai Lettori che chiedevano “Quando il coniuge eredita tutto”. In assenza di figli risulta più semplice districarsi nei meandri delle disposizioni legislative relative alla successione.

Quando il defunto lascia il testamento dichiara esplicitamente a chi e in quale misura destinare i propri beni. Tuttavia conviene ricordare che chi esprime le proprie volontà può disporre unicamente della quota disponibile del patrimonio di cui è titolare. Esiste difatti una quota di eredità, ossia la “legittima” su cui il defunto non può intervenire e che deve necessariamente lasciare agli eredi legittimari. Per approfondimenti sugli eredi legittimari si rinvia il Lettore alla consultazione dell’articolo 565 e seguenti del codice civile.

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Ne consegue che, anche senza testamento, i parenti prossimi conservano il diritto a ricevere la parte indisponibile del patrimonio che rientra nell’asse ereditario. Vediamo dunque quali quote spettano agli eredi e come si divide l’eredità con o senza testamento in modo da accantonare dissidi e rancori. La situazione più semplice che può profilarsi vede il coniuge superstite ereditare la metà del patrimonio laddove non vi siano figli. La quota restante dei beni mobili e/o immobili può comunque spettargli nella misura in cui il defunto dona anche la parte disponibile.

Come si divide l’eredità con e senza testamento

Solo a seguito di divorzio il coniuge superstite perde il diritto all’eredità, ma lo conserva in caso di semplice separazione. Quando il vincolo matrimoniale prevede comunione dei beni solo il 50% va al coniuge, l’altra parte resta a disposizione degli altri eredi. Quindi, rientrano nell’asse di successione unicamente i beni di cui il defunto era intestatario. In assenza di figli, il coniuge superstite potrebbe trovarsi a spartire l’eredità con gli ascendenti, ovvero con i genitori del defunto. In tal caso agli ascendenti spetta un quarto della quota indisponibile e al coniuge la metà della stessa. Se invece nel nucleo familiare compare un figlio, il coniuge e il figlio ricevono parimenti un terzo della quota legittima. Se il defunto lascia 2 o più figli  al coniuge spetta un quarto del patrimonio e ai figli una quota pari al 50% da dividere equamente.

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