Come selezionare la baby sitter più in sintonia con i nostri bambini

Un focus per capire come selezionare la baby sitter più in sintonia con i nostri bambini.

Si fa presto a dire “prendiamo una baby sitter”. Come se scegliere una persona a cui affidare i “beni” più preziosi che uno ha fosse la cosa più scontata di questo mondo. Spesso poi si tende a scaricare tutta la responsabilità di questa scelta sulle mamme o quantomeno sulle figure femminili di casa. Pensando, a torto o a ragione, che le mamme siano esseri onniscienti. Mentre invece è proprio qui che le “poverine” potrebbere avere qualche momento di tentennamento. Spesso infatti è proprio la baby sitter la prima figura deputata a far compiere al bambino il primo distacco dalla figura materna. Vediamo quindi, sulla scorta di analisi e sondaggi fatti, come selezionare la baby sitter più in sintonia con i nostri bambini.

Il primo colloquio

Il primo vaglio da compiere non è tanto e solo sulle referenze e su un eventuale curriculum, quanto sulla cosiddetta prima impressione. Quindi in sede di colloquio, meglio partire preparate con una serie di domande in grado di rilevare il tipo di persona che si ha davanti. Tra le cose da appurare, in pole position, andrebbe messa la  motivazione che spinge a fare questo tipo di lavoro. Al di là del movente economico, l’aspirante baby sitter dovrebbe cioè esprimere delle sue proprie motivazioni personali. Del tipo che magari è cresciuta in una famiglia numerosa e quindi è da sempre abituata a prendersi cura di fratelli e sorelle minori di età. O cose di questo tipo. 

Una domanda utile a saggiare la persona, è anche quella che verte sulla eventuale disponibilità a chiamate extra, oltre gli orari concordati. Perchè una volta che i bambini si sono abituati ad una persona, meglio non stare a fare tanti cambi e puntare, quando si può, sempre sulla stessa. Pertanto, altra domanda rivelatrice potrebbe essere quella di capire l’interesse reale a restare. Perchè se l’aspirante tata dovesse accettare solo per soldi, si può stare certi che, alla prima occasione migliore, sarà disposta a mollare tutto. Quindi, meglio non farsi troppi scrupoli e affondare con ulteriori domande per avere referenze, per conoscere qual è stato l’ultimo lavoro e perché è finito e via di questo passo. Una volta che un primo identikit sarà stato tracciato, si passerà alla prova sul “campo”.

Il primo contatto con i piccoli

Una volta superato questo primo screening, si arriva alla prova del nove. Ovvero al tu per tu con i piccoli. Ed è qui che, stando ben attenti, si riuscirà a capire se si è di fronte alla persona giusta. Così sarebbe saggio, predisporre un incontro con il bambino come una sorta di periodo di prova. Quindi senza avere fretta di arrivare al dunque, si potrebbe agire come fanno i moderni asili con i cosiddetti periodi d’inserimento. Per cui perché non prevedere step progressivi in cui lasciare bimbi e baby sitter sempre più da soli? Se via via che si procede con queste fasi di distacco, il bambino dimostrerà di essere a suo agio, la strada è quella giusta. In caso contrario, se tra i due proprio non c’è feeling, meglio mollare. Molto probabilmente la sintonia non ci sarà nemmeno dopo.  

Il periodo di prova

In occasione del primo giorno di conoscenza, sarà bene che le persone di casa continuino a circolare nei paraggi. Ciò eviterà che il bambino si senta abbandonato tra le mani di un’estranea. Poi ci si potrà gradatamente assentare, magari restando in ascolto in una stanza limitrofa. Sarà così possibile monitorare il reciproco livello di gradimento. Da valutare positivamente modalità autorevoli messe in campo per pretendere rispetto e obbedienza. Mentre pollice in giù nel caso in cui l’aspirante tata non trovi di meglio che ricorrere a modi autoritari e toni alti di voce. Un conto è una sgridata ogni tanto, un conto è una modalità comunicativa costante di questo genere. 

Altra cosa da saggiare è sicuramente il livello di comunicazione e di empatia che la tata sarà in grado di stabilire col piccolo. E ovviamente capacità di prendersi cura, di ascolto attivo e naturale predisposizione al gioco. Come diceva infatti Maria Montessori per i bambini il gioco è un lavoro, quindi va preso sul serio senza se e senza ma. Per finire, occhio anche a quanto tempo l’aspirante tata passa al cellulare. Se ogni scusa è buona per distogliere l’attenzione dal piccolo, e digitare al telefono, meglio voltare pagina e passare alla candidata successiva. Ecco dunque come selezionare la baby sitter più in sintonia con i nostri bambini.

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