Come saranno le pensioni del futuro e quanti soldi perderanno i lavoratori?

La riforma pensioni preoccupa gli italiani e le incertezze del Governo creano dubbi nei tanti lavoratori che sono prossimi alla pensione. Molte proposte sono allo studio, ma tutte con condizioni restrittive e penalizzanti. Quindi, come saranno le pensioni del futuro e quanti soldi perderanno i lavoratori? È questa la domanda posta agli Esperti di ProiezionidiBorsa.

Come saranno le pensioni del futuro e quanti soldi perderanno i lavoratori?

La pensione del futuro è una delle prossime misure che il Governo dovrà studiare. Come abbiamo argomentato in un precedente articolo, il Ministro del Lavoro Orlando, ha precisato che al momento ci sono delle  priorità più importanti. La riforma pensioni ha bisogno di attenzione.

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I sindacati, infatti, hanno chiesto di riaprire i tavoli tecnici per discutere le problematiche sulle pensione e trovare la giusta strada.

Le proposte per il futuro saranno penalizzanti?

La Lega ha presentato una proposta di riforma pensioni che ha suscitato molte critiche. Si tratta di una riforma che limita lo scalone che si verrà a creare con la fine della pensione Quota 100.

Ricordiamo che, la pensione anticipata Quota 100 con 62 anni di età e 38 anni di contributi, termina definitivamente il triennio sperimentale il 31 dicembre 2021.

E dal 2022 si innesca uno scalone di cinque anni difficili da superare, perché dall’età di 62 anni, l’unica misura è la pensione di anzianità a 67 anni.

La proposta presentata prevede una pensione anticipata quota 102 (con 64 anni e 38 anni di contributi). Ma sarà destinata ai lavoratori che svolgono mansioni particolarmente faticosi e pesanti. Inoltre, questa nuova misura sarà calcolata con il sistema contributivo.

La seconda misura sempre nella proposta, prevede una pensione quota 41 aperta a tutti. Quindi, solo con 41 anni di contributi, ma anche qui è previsto un calcolo dell’assegno con il sistema contributivo.

Il sistema contributivo a differenza del sistema retributivo o misto, risulta penalizzante. I lavoratori rischiano di perdere il 25 -30% dell’assegno pensione rispetto all’ultima retribuzione. Inoltre, con il sistema contributivo non sono considerati i contributi figurativi per NASPI e malattia.

La riforma pensione richiede uno studio attento, al momento niente è deciso, ma la situazione è molto confusa e difficile.

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