Come sarà la riforma fiscale di Draghi?

Per il momento il nuovo Premier non entra nel merito di quali saranno le misure ma, semplicemente, fornisce degli input su quello che sarà l’avvenire.

Certamente, ha chiaramente comunicato ai partiti che la riforma fiscale sarà tra le punte di diamante del suo programma di Governo. Quindi, in questo, non nasconde più quali sono i suoi intenti. Però, di fronte alla domanda su come sarà la riforma fiscale di Draghi, non abbiamo abbastanza cognizioni per poter rispondere in maniera precisa.

Per il momento, conosciamo la ratio della riforma, espressa nel discorso rivolto al Senato, per ottenere la fiducia. Vediamo, quindi, quali sono state le affermazioni di principio di Draghi, che preconizzano la riforma fiscale.

Anzitutto, egli ha affermato che le tasse non vanno cambiate una alla volta ma in modo complessivo. E ciò per evitare che si creino dei vuoti normativi di cui qualcuno potrebbe approfittare.

Quale è l’idea di Draghi sulla riforma fiscale

Ebbene, per capirne qualcosa su come sarà la riforma fiscale di Draghi, vediamo quali sono le dichiarazioni di intenti riguardo alla stessa.

Il Premier ha ravvisato la scarsa efficacia delle riforme passate nel fatto che esse sono state caratterizzate da interventi parziali e circostanziati. Carenti di una visione a tutto campo della materia.

Quindi, a suo dire, soltanto una riforma complessiva, fatta con la mano degli esperti, dotati di specifiche competenze e con i tempi necessari, può condurre a risultati efficaci.

Non a caso, egli deduce che “il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano l’una all’altra”. Per fare un esempio di quanto esposto, Draghi ricorre, inoltre, ad esempi europei, come la Danimarca, che nel 2008 ha nominato una commissione di esperti in materia fiscale, per varare un taglio delle tasse. Senonché, la commissione, presentò un piano contenente una riduzione della pressione fiscale pari a 2 punti del PIL, con contestuale aumento della soglia di esenzione.

Insomma, il Premier ha insistito sulla necessità di affidare ad esperti una riforma dalla quale dipende la crescita del Paese. Nonché la sua capacità di offrire opportunità.

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