Come risparmiare sull’affitto di casa

Quando si decide di prendere o dare una casa in affitto molti sono le perplessità.  Infatti, Gli affitti in Italia sono sempre più esosi: non soltanto per il locatario, ma anche per il locatore.

Vediamo di seguito i come risparmiare sull’affitto di casa.

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Analizzeremo quali sono le regole in merito alla tassazione del reddito da locazione per i proprietari e le agevolazioni sul contratto di affitto previste per gli inquilini.

Come risparmiare sull’affitto di casa

Tipologia di contratto

Per coloro che per studio o per lavoro prendono una casa in affitto, il Fisco ha previsto alcune agevolazioni fiscali.

Parliamo delle detrazioni sull’affitto previste, che consentono di recuperare in dichiarazione una parte dell’importo corrisposto nell’anno.

Sono previste detrazioni di importo differente, in base al reddito complessivo del contribuente che ha stipulato il contratto d’affitto.

Per l’affitto dell’abitazione principale la detrazione prevista è pari a 300 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro, e a 150 euro nel caso di redditi superiori.

Chi inoltre ha preso casa in affitto con contratto a cedolare secca potrà detrarre un massimo di 495,80 euro all’anno.

Per i giovani tra i 20 e i 30 anni è anche prevista la possibilità di risparmiare ancora di più sull’affitto per i primi tre anni dalla stipula del contratto.

Cedolare secca

La cedolare secca è una tassazione opzionale che può essere esercitata dal locatore in sede di stipula del contratto di affitto e che consente di risparmiare sulle imposte dovute sul reddito da locazione.

Si tratta di una tassazione sostitutiva delle ordinarie aliquote Irpef, delle addizionali e dell’imposta di bollo e di registro dovute sul contratto di affitto.

Attualmente sono previste due diverse aliquote: la cedolare secca può essere al 10% (contratto a canone concordato) o al 21%.

Fondo Morosità incolpevole

Chi non riesce a pagare l’affitto per problemi di natura economica può richiedere l’accesso al Fondo per la Morosità Incolpevole.

L’agevolazione si rivolge agli inquilini che hanno perso il lavoro a seguito di licenziamenti ed altri casi, come il mancato rinnovo di contratti a tempo determinato.

Possono accedervi, inoltre i contribuenti che a causa di gravi malattie, infortuni o decesso di un componente della famiglia si trovano in situazioni di difficoltà economica.

In questo caso il Fondo è gestito direttamente dalle Regioni e pertanto per fare domanda bisognerà far riferimento ai singoli bandi regionali.

Richiesta contributo al Comune

Se la spesa per l’affitto è troppo alta rispetto è possibile richiedere anche il contributo comunale di integrazione al canone di locazione.

Le regole sono stabilite  da ciascun Comune e nella maggior parte dei casi è necessario possedere un ISEE di valore non superiore a 28.000 euro.

In questo caso, in qualità di esperti del team ProiezionidiBorsa vi consigliamo di rivolgervi presso l’URP del proprio Comune o di consultare il portale online.

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