Come riconoscere un vero editore, guida alla pubblicazione consapevole

Anche ai meno interessati sarà capitato di sentire che il mondo dell’editoria è in piena crisi. La notizia, tralasciando al momento tutti gli approfondimenti del caso, può senz’altro essere presa per buona. Gli italiani non leggono (altro ritornello tanto sentito quanto vero).

Come riconoscere un vero editore, guida alla pubblicazione consapevole

Tuttavia, il panorama editoriale è più sconfinato che mai. Ogni anno nascono nuove case editrici, che pubblicano un numero di manoscritti ben superiore a quanto sarebbe possibile leggere (anche per un popolo di super lettori).

Sembra proprio che i conti non tornino.

Per riconoscere un vero editore diffidare dall’editoria a pagamento

Il motivo che spiega in parte il fenomeno risiede nella natura stessa dell’offerta. Scrivere è una vocazione sempre più diffusa, alimentata anche dal desiderio di venire pubblicati. Ci sono tanti aspiranti autori, che richiedono altrettanti editori volenterosi.

Ma, vista la situazione, un’editoria sana dovrebbe selezionare con ancora più attenzione ciò che propone al pubblico. Altrimenti rischia di stampare tanto ma vendere poco.

Una domanda nasce spontanea: com’è possibile continuare a produrre se il sistema non sostiene i suoi costi? La risposta, purtroppo, sta in una delle peggiori piaghe dell’editoria, conosciuta come editoria a pagamento.

L’editoria a pagamento è un effetto collaterale della vera editoria, basato su contratti con cui l’autore si impegna a pagare l’editore per essere pubblicato. Facendo così, questi editori fittizi si assicurano la copertura totale dei costi di produzione.

Al contempo, si disinteressano della qualità dei lavori. Riempiendo le librerie di materiale che spesso non merita di finirci.

Grandi scrittori ed editoria a pagamento

Ci sono stati anche casi autorevoli, grandi scrittori che hanno pubblicato le proprie opere rivolgendosi a editori a pagamento.

Per esempio, Italo Svevo pubblicò, pagando, “Una Vita e Senilità”; allo stesso modo Alberto Moravia fece pubblicare la prima versione de “Gli Indifferenti”.

Si tratta, però, di eccezioni che confermano la regola.

Per riconoscere un vero editore è sufficiente assicurarci che non chieda compensi agli autori per fare il suo lavoro.

Un aspirante scrittore farebbe bene a diffidare da chi gli offre una pubblicazione sicura. L’editoria non ha bisogno di nuove pagine da riempire. Ma di storie che valga la pena leggere.

Abbiamo fornito, dunque, alcune indicazioni su come riconoscere un vero editore: guida alla pubblicazione consapevole.

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