Come riconoscere un buon caffè in tazzina a prima vista e a naso soffermandoci poi sul gusto 

Bando alle ciance e concentriamoci per capire come riconoscere un buon caffè in tazzina a prima vista e a naso, soffermandoci poi sul gusto. Sarà importante allertare i nostri sensi, che si riveleranno fondamentali per capire cosa stiamo per sorseggiare.

Il primo senso da mettere in atto è la vista

Questo senso ci consente di valutare una prima proprietà organolettica del caffè: il suo corpo.

Se si tratta di un caffè con la moka, stiamo attenti a cosa succede mentre il caffè sta uscendo. Ma anche successivamente, dapprima quando ci apprestiamo a girarlo nella moka. Poi anche mentre lo versiamo in tazzina. In questo caso la schiuma comparirà soprattutto mentre il caffè sta uscendo, per poi tendere a scomparire. L’attenzione dovrà andare alla sua consistenza e omogeneità, oltre che all’assenza di residui in moka e sul fondo della tazza.

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Nel caso dell’espresso al bar, prima di sorseggiarlo potremo scrutare cosa vi è sul fondo della tazzina, se questa è in vetro. In caso contrario, dovremo limitarci a valutare la superficie del caffè. Essa dovrà presentare una schiuma color nocciola tendente al dorato e al marrone, densa e omogenea.

Se abbiamo l’abitudine si sorseggiarlo con lo zucchero, quest’ultimo potrà essere un rilevatore ulteriore di un caffè corretto. Perciò versandone un cucchiaino nella tazzina, prestiamo attenzione al tempo impiegato per scomparire dalla superficie. Se  resterà a galla per qualche istante, è buon segno. Anche utilizzando il cucchiaino per raccogliere del caffè, potremo valutarne consistenza, omogeneità e spessore.

Secondo step: avviciniamo il naso alla tazzina

Subito dopo toccherà all’olfatto, per capire come riconoscere un buon caffè in tazzina a prima vista e a naso, soffermandoci poi sul gusto.

Se l’abbiamo preparato con la moka, l’aroma sprigionato invaderà tutta la stanza. Al bar, invece, avviciniamo il naso alla tazzina.

Per escludere il caso di trovarci davanti ad un pessimo caffè, non dovremo avvertire odori sgradevoli, in primis quello di bruciato. Poi valutiamo se la piacevolezza, di quanto si avverte, è intensa e persistente.

Con il tempo e con l’allenamento, si potrebbe arrivare a riconoscere quanti e quali siano gli aromi indicatori di un caffè di qualità. E cioè quelli riconducibili a fiori o frutta fresca e secca; oppure al pane appena sfornato al cioccolato, al caramello, al tabacco, al legno o ad alcune spezie.

Ecco infine come riconoscere un buon caffè in tazzina a prima vista e a naso, soffermandoci poi sul gusto

Quando il caffè sarà a contatto con le papille gustative, la nostra valutazione dovrà mirare alla percezione di acidità, dolcezza e amarezza. Questi tre elementi dovranno coesistere anche con le tostature più o meno spinte, l’acidità tenderà a scomparire. Quando c’è un certo equilibrio, saremo davanti ad un ottimo caffè. In particolare, amarezza e dolcezza dovranno ben bilanciarsi. L’amarezza non dovrà mai essere percepita come una sensazione sgradevole di astringenza o bruciato.

Importante, infine, sarà la sensazione che resterà in bocca dopo aver sorseggiato il caffè: ci dirà molto sulla sua qualità.

Ecco quindi illustrato in sintesi come riconoscere un buon caffè in tazzina a prima vista e a naso, soffermandoci poi sul gusto. Infine, nell’articolo di cui qui il link spieghiamo come conservare il caffè in polvere e preservarne aroma e gusto.

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