Come riconoscere questa terribile forma di artrite che colpisce 1 bambino su 1000

Nell’immaginario collettivo, si dà per scontato accomunare l’artrite reumatoide agli anziani. Ma in realtà può non essere così. Esiste infatti una forma comune di artrite, che si sviluppa entro i primi 16 anni di età ed è autoimmune. Non è raro trovare giovani che soffrono per mesi, o anni, del tutto inconsapevoli di questa malattia. Quindi oggi andremo a spiegare come riconoscere questa terribile forma di artrite che colpisce 1 bambino su 1000.

I primi sintomi

L’artrite idiopatica giovanile (ARG), o anche nota come artrite reumatoide giovanile (AIG), come abbiamo già accennato, è una patologia che interessa bambini ed adolescenti.
Spesso, si manifesta con la presenza di dolore e gonfiore, per via dell’infiammazione delle articolazioni, e con la rigidità del corpo nei movimenti. Soprattutto al mattino, appena svegli.

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Si può presentare principalmente in tre forme:

a) la forma oligoarticolare, che coinvolge 4 o meno articolazioni (le più comuni sono gomiti, polsi, ginocchia e caviglie);

b) la forma poliarticolare, che colpisce 4 o più articolazioni, anche quelle più piccole delle mani o dei piedi;

c) la forma sistemica, che si manifesta, invece, come un’infiammazione generalizzata (malessere, stanchezza, febbre).

Ci sono casi in cui si manifestano sintomi più evidenti come eruzioni cutanee o l’iridociclite (una brutta infiammazione dell’occhio).

Abbiamo visto quindi come riconoscere questa terribile forma di artrite che colpisce 1 bambino su 1000. Purtroppo, la causa dell’artrite idiopatica giovanile è ancora sconosciuta. Anche per questo motivo, non esistono esami specifici in grado di diagnosticare con sicurezza questo disturbo. Il solo modo è basarsi sulle manifestazioni cliniche.

Le giuste terapie

Una volta effettuata un’attenta valutazione con il proprio medico, e dopo aver escluso altre patologie, bisogna capire se si può guarire, o, almeno come conviverci.
Dobbiamo tenere a mente che per un bambino, o un adolescente, non potersi muovere, o provare dolore nel farlo, può incidere sulla sua crescita psico-fisica. Quindi è necessario prendere provvedimenti.

I farmaci antinfiammatori possono alleviare il dolore, nei momenti peggiori, ma si preferisce iniziare sempre da una buona fisioterapia. Ad esempio, si può cominciare con la termoterapia, per ridurre la rigidità mattutina grazie al calore. Questa è anche utile per permettere al paziente di effettuare meglio esercizi di stretching e di ginnastica posturale. Un consiglio è anche quello di invogliare il bambino a praticare sport, come il nuoto, la corsa, o il ciclismo. L’importante è non permettergli di trascorrere troppo tempo a riposo, altrimenti si peggiora solo la situazione. Si raccomanda di consultare sempre prima il proprio medico e pediatra.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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