Come riconoscere immediatamente gli asparagi selvatici e dove andare per raccoglierne a bizzeffe

La stagione degli asparagi è finalmente arrivata. Se non vogliamo spendere un occhio nella testa al supermercato e vogliamo passare una bella giornata nella natura, è possibile andare a coglierli nei boschi. Gli asparagi selvatici, infatti, crescono spontaneamente nelle aree boschive anche limitrofe alla città, dove spuntano all’improvviso dopo una giornata di pioggia. Si trovano facilmente in tutta Italia, specialmente nel Centro Nord. A meno che non abbiamo una vista da falco, però, è bene imparare a riconoscerli facilmente. Solo così non rischiamo di scambiarli per altre piante e non perdiamo ore ed ore per raccogliere un mazzolino che non basta nemmeno per una frittata. Vediamo come riconoscere immediatamente gli asparagi selvatici e dove andare per raccoglierne a bizzeffe.

Quante specie esistono? 

Secondo alcune teorie, esistono tre diverse tipologie di asparagi: l’Asparagus actifolius, l’Asparagus stipularis e l’Asparagus albus. Queste ultime due sono però molto rare. Il primo, invece, è un’erba spontanea che nasce con gran facilità lungo tutta la penisola a partire dai primi caldi primaverili. L’asparago selvatico non è mai stato coltivato, si trova solamente in natura. Il suo sapore è più pungente di quello che troviamo al supermercato, per questo gli estimatori lo preferiscono. Ma vediamo come trovarli.

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Come riconoscere immediatamente gli asparagi selvatici e dove andare per raccoglierne a bizzeffe 

L’asparago selvatico è segnalato da un cespuglio disordinato che può essere alto fino a mezzo metro. Presenta delle piccole foglie appuntite. Trattandosi di una pianta perenne, un buon consiglio è quello di individuarle anche fuori stagione, così da tornare a colpo sicuro in primavera. L’asparago come noi lo conosciamo, infatti, non è altro che un germoglio che nasce in primavera da questa pianta. L’asparago spunta dal suolo di qualche centimetro, in un colore che va dal biancastro al verde. È più facile trovarli su terreni calcarei, ancor meglio se sotto i lecci o vicino alle latifoglie. Se seguiamo queste indicazioni, li troveremo di sicuro.

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