Come richiedere l’integrazione al minimo della pensione di invalidità

Ad alcuni contribuenti che ricevono la pensione di invalidità spetta di diritto un’integrazione al minimo in presenza di determinate condizioni. Valutiamo in una manciata di minuti se i nostri lettori possono ottenere un rateo pensionistico più alto in modo da garantirsi maggiore autonomia finanziaria. L’Istituto di Previdenza sociale  (Inps) assicura difatti l’erogazione di un importo aggiuntivo ai percettori di un assegno pensionistico inferiore alle soglie stabilite dalla normativa.

Chi percepisce la pensione di invalidità ben conosce le difficoltà di sostenere le spese legate alla propria condizione di inabilità col modesto importo dell’assegno. Potrebbe quindi rivelarsi utile capire come richiedere l’integrazione al minimo della pensione di invalidità per poter godere di una più ampia disponibilità economica. Del resto, percepire una somma più consistente di denaro non equivarrebbe l’accesso a più trattamenti sanitari e assistenziali? Consultiamo dunque il dettato legislativo per raccogliere informazioni utili in merito ai benefici economici che l’Inps eroga agli assistiti affetti da patologie invalidanti.

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Come richiedere l’integrazione al minimo della pensione di invalidità

La Legge n. 222/1984 ha revisionato i criteri di attribuzione della pensione di invalidità  e contempla la possibilità di integrare l’importo spettante al richiedente. Si legge infatti che “qualora l’assegno risulti inferiore al trattamento minimo delle singole gestioni, è integrato, nel minimo massimo del trattamento minimo da un importo a carico del fondo sociale pari a quello della pensione sociale”.

Potrà richiedere l’integrazione il contribuente che percepisce una pensione il cui importo sia inferiore a due volte l’assegno sociale pari a 11.995,58 euro. Quanto detto vale per il soggetto inabile non sposato perché diversi sono i criteri di erogazione dell’integrazione per i percettori coniugati. L’integrazione spetta difatti anche al soggetto invalido coniugato purché l’importo della pensione risulti inferiore a tre volte l’assegno sociale di 17.993,37 euro.

Conviene sottolineare che l’integrazione al minimo della pensione di invalidità presenta limiti differenti rispetto alle altre. Di solito infatti il superamento dei limiti di reddito tanto personali quanto coniugali determina l’esclusione dalla percezione dell’integrazione. Per quel che riguarda il soggetto invalido invece le uniche soglie da prendere in esame sono quelle relative ai redditi coniugali, con esclusione dei personali.

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