Come richiedere la pensione anticipata per l’assistenza a disabili

Quanti si prodigano nell’assistenza a disabili possono richiedere la pensione anticipata per meglio assolvere al carico della cura. Il soggetto disabile versa in una condizione di profondo disagio psicofisico che implica una costante assistenza parentale e professionale. Le cure da dispensare ai disabili presentano alti costi sul piano emotivo ed economico e richiedono un quotidiano investimento di energie umane. Col trascorrere del tempo anche il parente o il caregiver più altruista e tollerante riporta sul corpo e sull’animo i segni della spossatezza.

Lo Stato assistenzialista giunge in soccorso dei lavoratori che, almeno da 6 mesi, sono impegnati nell’assistenza ai disabili. Ciò perché si creano situazioni assai problematiche determinate dalla crescente difficoltà di conciliare gli impegni professionali con quelli imposti dalle peculiari esigenze del disabile. Di qui la necessità, talora improcrastinabile, di richiedere la pensione anticipata per non dover più esibire abilità da funambolo in bilico fra un onere e l’altro.

A chi spetta la pensione anticipata

La pensione anticipata coincide con l’opportunità di ritirarsi dalle scene prima di aver raggiunto l’età richiesta per la pensione di vecchiaia. Possono avanzarne richiesta gli iscritti all’AGO, alla Gestione separata Inps, alle forme sostitutive e a quelle esclusive dell’AGO. Il trattamento della pensione anticipata è in vigore dal 1°gennaio 2012 a seguito del decreto legge del 6 dicembre 2011. La pensione anticipata consente al contribuente di ricevere l’assegno pensionistico prima del compimento dell’età richiesta per la pensione di vecchiaia.

Come richiedere la pensione anticipata per l’assistenza a disabili

Nello specifico, la richiesta della pensione anticipata può essere avanzata dai lavoratori che assistono il disabile da almeno 6 mesi. Il primo requisito richiesto riguarda il vincolo di parentela perché può accedere alla pensione anticipata solo il parente di primo o secondo grado. Il che equivale a indicare quali destinatari del trattamento pensionistico il coniuge o il convivente.

Se il genitore o il coniuge del disabile ha 70 anni o soffre di malattie invalidanti il parente di secondo grado potrà accedere al trattamento della pensione anticipata. Il dettato della legge 104/1990 all’articolo 3, III comma, richiede quale ulteriore requisito la comprovata gravità della condizione di disabilità. Sarà il personale qualificato a seguito di una specifica verifica medico-legale a stabilire il livello di gravità del disabile da assistere.

Al richiedente non restano che due opzioni per accedere alla pensione anticipata di cui una consistente nell’Ape sociale per chi ha compiuto 63 anni. L’altra alternativa da valutare per ricevere anzitempo l’assegno pensionistico è rappresentata dalla quota 41. Quest’ultima è riservata ai lavoratori con oltre 41 anni di contributi di cui almeno un’annualità versata prima del conseguimento del 19° anno di età.

Leggi anche sull’argomento La pensione dei medici: a 70 anni ancora in corsia

Consigliati per te