Come possono andare in pensione le donne con meno di 40 anni di contributi INPS?

Quando iniziano a venir meno le energie e la volontà di dedicarsi sia al lavoro che alla famiglia molte donne valutano l’opportunità  di concludere la carriera. Può addirittura accadere che siano talmente stanche e desiderose di abbandonare l’impiego da accettare eventuali riduzioni sugli importi previdenziali. E ciò perché valutano più vantaggiosa la serenità che deriverebbero da giornate libere da impegni professionali rispetto ad un assegno pensionistico più consistente. Ma come possono andare in pensione le donne con meno di 40 anni di contributi INPS senza subire eccessive perdite sui ratei previdenziali? E soprattutto a che età potranno formulare richiesta di pensionamento e godersi un lungo periodo di riposo?

Per poter vantare il possesso di una notevole anzianità contributiva molto spesso occorre essere delle lavoratrici di lungo corso. Non  tutte le donne hanno tuttavia la fortuna di iniziare la propria carriera sin da giovanissime. Spesso entrano in ritardo nel mondo del lavoro perché attribuiscono priorità ad altri valori quali la famiglia e i figli. Ciò le penalizza non poco a livello sul piano della copertura assicurativa perché arrivano alla soglia dei 60 anni con un montante contributivo modesto. Diventa pertanto utile capire come possono andare in pensione le donne con meno di 40 anni di contributi INPS. E forse parimenti interessante risulta sapere “A quanto ammontano le pensioni INPS con meno di 40 anni di contributi INPS?”.

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Come possono andare in pensione le donne con meno di 40 anni di contributi INPS?

Esiste anzitutto la possibilità di un prepensionamento con soli 20 anni di contribuzione che consente l’accesso al trattamento previdenziale a 64 anni. Hanno diritto all’anticipo pensionistico le donne il cui montante di contribuzione rientra interamente nel meccanismo di calcolo contributivo. In alternativa accedono alla pensione a 64 anni le donne la cui anzianità contributiva risulta antecedente al 1996, ma rientra nella Gestione separata.

Inoltre e, sempre in presenza di almeno 20 anni di contributi, le lavoratrici dipendenti e autonome maturano il diritto alla pensione di vecchiaia quando compiono 67 anni. Esistono anche misure previdenziali che consentono di anticipare di qualche anno l’approdo al traguardo pensionistico. Fra di esse figura l’APE sociale che prevede un’uscita anticipata dal mondo lavorativo a 63 anni ad alcune categorie di lavoratori. Tale misura previdenziale richiede inoltre il possesso di 30 o di 36 anni di anzianità contributiva e raggiunge il richiedente fino all’età di 67 anni.

Possono invece optare per Opzione donna le lavoratrici a cui risultano versamenti contributivi antecedenti al 31 dicembre 1995, ma non quelle con iscrizione alla Gestione Separata. Con un montante assicurativo di 35 anni entro la data del 31 dicembre 2020, le lavoratrici possono accedere alla misura previdenziale all’età di 58 anni.

Rimandiamo infine alla consultazione del Decreto legislativo 178/2020, in vigore dal 1° gennaio 2021, per novità sul sistema previdenziale e ulteriori soluzioni pensionistiche. Si raccomanda comunque di rivolgersi al Patronato o al CAF per ottenere informazioni pertinenti alla propria storia contributiva e alle opzioni disponibili.

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