Come organizzare un portafoglio dividendi internazionale

Quando si tratta di investimenti, la rendita è essenziale. Ma per averla si deve sapere come organizzare un portafoglio dividendi internazionale

L’economia americana è senza dubbio quella che, allo stato attuale dei fatti, si trova in una posizione di vantaggio rispetto al resto del mondo.

I consigli per chi vuole investire sul lungo periodo

I consumatori statunitensi hanno potuto festeggiare non solo un mercato del lavoro ai minimi storici, ma anche un aumento dei salari medi. Gli accordi stretti sia con Canada e il Messico, sia con la Cina, hanno dato nuova linfa vitale all’ottimismo dei mercati. A spaventare è soltanto il coronavirus ma anche in questo caso chi vuole investire sul lungo periodo sta già che si tratta di un contrattempo relativamente breve. Il che porterà ad un recupero non solo sull’economia cinese ma anche sull’indotto finora sotto pressione.

Come ottenere il massimo rendimento

Partendo da questi presupposti il mercato azionario è ancora il miglior posto dove poter investire. Ma per riuscire ad ottenere il massimo rendimento si deve anche saper organizzare il portafoglio a livello internazionale. Infatti non si deve guardare soltanto alla forza del mercato statunitense, ma anche alle numerose opportunità offerte dai mercati internazionali.

Come organizzare un portafoglio dividendi internazionale

Nell’organizzare un portafoglio dividendi internazionale si deve sempre puntare alle potenzialità estere. Da ricordare che in questa strategia lo stock picking è essenziale. Un titolo da monitorare può essere BCE. Il motivo? Si tratta di una versione canadese di AT&T (NYSE:T) che offre strutture per le telecomunicazioni ma anche contenuti originali. E come AT&T si è posizionato per il 5G in Canada. A suo favore anche un rendimento del 5,1%. A questo proposito, interessante potrebbe essere un posizionamento in vista della rivoluzione 5G.

Titoli con molte potenzialità

Occhio dunque a titoli come la sudcoreana Samsung Electronics o la svedese Ericcson sulla scia delle tensioni di Washington con Huawei e ZTE. In realtà per Ericcson il dividendo dell’1,1% non lo aiuta ma si tratta di un investimento per chi vuole sfruttare titoli con molte potenzialità. Più proficuo, almeno negli ultimi anni, l’investimento su Samsung che, tra le altre cose, vanta anche un rendimento del 2,3% sul dividendo.

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