Come organizzare il portafoglio per le prossime settimane secondo gli analisti

Dopo le rassicurazioni della FED l’inflazione è ancora un pericolo? A guardare le reazioni dei mercati di oggi verrebbe da rispondere di sì. Soprattutto in considerazione del segno meno con il quale i listini mondiali stanno facendo i conti. Ma la situazione è ben più complessa. Come organizzare il portafoglio per le prossime settimane secondo gli analisti? Mentre resta ancora intatto l’ottimismo di fondo la realtà estiva dovrà essere affrontata con una nuova consapevolezza. Il fattore Covid è stato ampiamente scontato e ormai gli operatori si stanno abituando alla sua presenza. Anche perché, di fatto, non è andato via. Ma adesso la società sta imparando a convivere con questa presenza ingombrante e le costanti riaperture favoriscono l’ottimismo.

Come organizzare il portafoglio per le prossime settimane secondo gli analisti

Attualmente gli occhi degli analisti sono puntati sulle trimestrali e sull’andamento dei dati macro. In particolare quelli europei che potrebbero essere leggermente indietro rispetto agli USA. Secondo l’ultimo report di Barclays i mercati si sono lasciati spaventare dai tanti fattori che aumentano i rischi al ribasso. A questo si aggiungano anche i messaggi contrastati che sono arrivati dalle Bance centrali. Mentre la FED ha fatto già un pensiero sulla exit strategy, pur considerandolo prematuro, la BCE e la Banca centrale cinese si sono dette ancora accomodanti. Con la seconda che addirittura di è detta disposta a nuove misure di stimolo. Di fronte a tutto questo i mercati azionari hanno reagito relativamente bene, senza grandi scosse. Anche per questi motivi Barclays ritiene che sia ancora presto per parlare di stagflazione.

L’inflazione non è ancora a livelli allarmanti e i margini di crescita, seppur rallentati, non sono ancora così bassi. Attualmente, però, il solo catalizzatore presente sui mercati è rappresentato dalle trimestrali. Partendo da questi presupposti l’approccio degli analisti di Barclays resta fondamentalmente rialzista, soprattutto sui mercati europei. Ma il rapporto rischio-rendimento sull’azionario è diventato più equilibrato. In casa Citi, dopo un sondaggio svoltosi a giugno, si è visto che gli istituzionali dimostravano una certa preferenza per i titoli value europei, in particolare alle voci materie prime e idrocarburi.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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