Come la pace contributiva può costruire la tua pensione

In questo periodo di difficoltà economiche e grandi incertezze lavorative, sempre più italiani si interrogano sulla futura pensione. Le notizie che trapelano dai palazzi della politica non fanno ben sperare. Proprio per aiutare i Lettori a districarsi tra le difficoltà che ci riserva il futuro, vogliamo dare informazioni puntuali in materia previdenziale. Dopo aver recentemente trattato alcune buone notizie , in questo articolo vogliamo approfondire una possibilità prevista dal DL 4/2019. In particolare, vogliamo comprendere come la pace contributiva può costruire la tua pensione futura in caso di carriere discontinue. Il Decreto infatti, ha introdotto la possibilità di effettuare versamenti volontari ed agevolati per recuperare buchi contributivi del passato. Una possibilità, però, negata ai lavoratori più anziani. La pace contributiva è infatti riservata a chi abbia iniziato a versare i contributi previdenziali dal 1996.

Cos’è la pace contributiva

La pace contributiva è una facoltà riconosciuta per il triennio 2019/2021 ai contribuenti che abbiano effettuato versamenti discontinui. Si tratta di una sperimentazione molto utile in questi periodi di instabilità occupazionale ed è rivolta ai lavoratori più giovani. Possono accedervi infatti, solo coloro che abbiano iniziato a lavorare dal primo gennaio 1996. Il riscatto dei versamenti con la pace contributiva consente quindi di non perdere anzianità e montante versato ai fini della futura pensione. Con questa opzione gli interessati potranno coprire periodi di inattività ma non eventuali omessi versamenti del proprio datore di lavoro. Per quest’ultima ipotesi sarà necessario procedere con la costituzione rendita vitalizia.
La pace contributiva non va confusa con altre sanatorie: è un’opzione facoltativa e non corregge alcuna irregolarità.

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Come la pace contributiva può costruire la tua pensione

I lavoratori possono riscattare fino a 5 anni di contributi nel periodo compreso tra gennaio 1996 e gennaio 2019. I versamenti possono riguardare anche periodi non continuativi purchè non eccedenti il tetto massimo di cinque anni. Per capire come la pace contributiva può costruire la tua pensione, dobbiamo ricordare che l’attuale sistema pensionistico è basato sul calcolo contributivo. Inoltre, le norme previdenziali prevedono un progressivo innalzamento del numero di anni di contribuzione minimi per la pensione. Per questi motivi, dei buchi nel proprio percorso lavorativo possono essere molto penalizzanti.

Come calcolare l’importo dei versamenti e i benefici fiscali

L’importo del riscatto è determinato dall’articolo 2 del D. LGS 184/97 attraverso il metodo dell’aliquota percentuale. Il versamento andrà ad aumentare il montante contributivo e avrà un impatto positivo sull’anzianità ai fini pensionistici. I lavoratori del settore privato possono destinare alla pace contributiva gli eventuali premi di produzione che saranno deducibili fiscalmente per il datore di lavoro.
Ricordiamo che c’è tempo fino a dicembre 2021 per effettuare i versamenti. Gli interessati potranno rivolgersi alle sedi INPS per maggiori informazioni e per inoltrare le domande di pace contributiva.

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