Come investire negli immobili con pochi soldi: strategie semplici, vincenti, adatte a tutti

È possibile fare affari col mattone con pochi risparmi? Ossia avere buoni rendimenti senza essere per forza competenti e pur occupandosi di altro nelle vita? Sì, è possibile. Vediamo allora come investire negli immobili con pochi soldi: strategie semplici, vincenti, adatte a tutti. Ovviamente qui escludiamo il caso dell’acquisto diretto della casa per metterla a rendita. Quali altre alternative esistono? A grandi linee si potrebbe scegliere tra: fondi comuni d’investimento nel real estate, ETF immobiliari, azioni in Borsa di società operanti nel comparto. Poi ve n’è una quarta, il crowdfunding. Vediamole tutte.

Un velocissimo confronto tra le prime 3 opzioni

Prima opzione: comprare  l’azione di una società quotata in Borsa e operante nell’immobiliare. Qui però esponiamo i nostri soldi all’andamento di una sola specifica azienda: se fa faville, gioiamo. Se fa crack, i nostri risparmi seguiranno a ruota. Morale: mai porre tutte le uova in un solo paniere. “Diversificazione” non è un consiglio: è un imperativo per l’investitore vincente.

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L’ETF. È uno strumento di replica passiva che espone all’andamento del settore sui mercati finanziari, in questo caso l’immobiliare. Vantaggi: ottima diversificazione e bassissimi costi di gestione. Soffre inevitabilmente la ciclicità del settore, essendo correlato all’andamento dell’economia in generale (e real estate in particolare).

Terza scelta: il fondo comune d’investimento. In teoria dovrebbe essere uno strumento a gestione attiva, ovvero che “dovrebbe” fare meglio del benchmark di riferimento. La sostanza? Spesso deludenti, per non parlare dei costi: cari. Offrono comunque ottima diversificazione nel real estate. Tra questi e gli ETF, spesso vincono i fondi passivi nei giudizi finali e complessivi.

Come investire negli immobili con pochi soldi. Il crowdfunding: cos’è e come funziona?

Questa è la novità degli ultimi anni e merita perlomeno attenzione. Si tratta di una raccolta di  denaro mediante portali online cui tanti piccoli risparmiatori (“folla” o crowd) affidano i loro risparmi (anche di modestissima entità) a un costruttore per la realizzazione della sua opera. Oppure gli consentono di comprare e rivenderla direttamente (ogni sito intermediario ha il suo statuto di funzionamento). Il passaggio dei soldi al costruttore è diretto? No: c’è appunto la società online intermediaria (il funding) che seleziona tutti i prossimi cantieri edili e propone ai risparmiatori quelli che (a suo giudizio) hanno le maggiori e migliori probabilità di successo. I soldi confluiscono in un conto corrente separato e destinato al progetto; se questo non decolla, viene tutto restituito. Sotto questo punto di vista si avvicina al fondo comune real estate, ma se ne differenzia perché consente al cliente di scegliersi il “suo” progetto.Quello più lo attrae. E la diversificazione? La si può ottenere scegliendo ad esempio più progetti contemporaneamente. Ad se il signor Mario Rossi vuole investire €5.000 può optare per 5 idee immobiliari con mille € su ciascuna. Fatte poi le “compere”, il risparmiatore attende la chiusura del/dei deal, e alla successiva rivendita dell’immobile incassa il suo capitale più l’utile. Di solito i tempi di ritorno del capitale investito sono nell’ordine dei 24/36 mesi, mentre i tassi di ritorno medi sono pari a circa l’8%/10% lordo su base annua. Di tutto rispetto quindi.

Le avvertenze

Ovviamente ogni prodotto ha i suoi talloni d’Achille, e neanche il crowdfunding sfugge a tale legge. Nello specifico qui va posta un’attenzione massima a: 1) il costruttore finale, 2) la società di funding (l’intermediario). Perché? Nei casi estremi, remoti, uno dei due potrebbe fallire e con esso il nostro investimento, che sarebbe azzerato. In pratica è uguale-identico all’acquisto delle azioni di una banca che pi fallisce. Tuttavia va detto che ad oggi non vi sono stati casi del genere, ma è pur sempre opportuno tenerlo a mente.

A chi è adatta questa forma d’investimento?

Dire: “a tutti”, potrebbe sembrare il classico luogo comune. Eppure la plasticità dello strumento lo rende realmente spendibile in parecchi contesti. Proviamo a vedere come investire negli immobili con pochi soldi: strategie semplici, vincenti, adatte a tutti.

  • al neoassunto o comunque al giovane che dispone di scarsi capitali, lo strumento offre la possibilità di accedere al real estate anche con cifre irrisorie. Un conto è avere centomila € per comprare una casa e porla a rendita; altro paio di maniche investire €1.000 in un strumento che finora sta premiando.
  • Al dipendente e/o professionista di mezza età che intende ottimizzare il suo portafoglio mediante la regola aurea: la diversificazione. Anziché comprare mattoni veri (con tutte le rogne che una simile scelta comporta) “sposa” un progetto a suo giudizio meritevole e ne cavalca il destino. Così nel mentre cura i suoi affari quotidiani può decidere di stornare una piccola parte dei risparmi in questa direzione.
  • A chi è avanti negli anni e ha molte meno energie (fisiche e temporali) da dedicare alla compera di una casa uso investimento. Ovviamente la necessità di proteggere il capitale avalla – per tale fascia di clientela – solo un investimento molto ridotto del capitale. Ancora meglio sarebbe se attuato mediante la scelta di più progetti scorrelati tra loro e di modesta entità economica ciascuno.

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