Come investire in un anello con diamante

Acquistare un anello con diamante per la futura fidanzata è uno degli investimenti che preoccupano di più il genere maschile. Va bene: si tratta di un gioiello che deve avere più significato che valore. Ma, lo stesso, si vorrebbe acquistare qualcosa che non sia troppo inferiore a un diamante da investimento. Ecco una mini guida per scegliere un oggetto di valore congruo con l’aiuto degli Esperti di ProiezionidiBorsa.

Cosa fare prima dell’acquisto

Prima di acquistare un anello con diamante, ricordiamoci di darci un budget massimo. E che in questa occasione è più importante la pietra del design. Gli anelli da fidanzamento più comuni sono: il solitario, il tre pietre, il cinque pietre, il pavé.

L’anello che sostiene il diamante può essere in oro giallo, oro bianco e platino. Alcune donne preferiscono un diamante grande, mentre altre preferiscono un diamante anche più piccolo ma che brilli. Con un certo anticipo è importante capire se la destinataria preferisce la luce o il carato. E sa ama il taglio classico rotondo o le forme alternative.

Come bilanciare le quattro “C”

Partiamo dal budget a disposizione per scegliere in base ai parametri internazionali (le quattro C), carato, taglio (cut), purezza (clarity), colore.

Se si vuole comprare una pietra di alto valore, meglio riservarla a un gioiello che non si indossa ogni giorno. Perché i diamanti sono soggetti a logorio, danneggiamenti da urto e la sporcizia li rende opachi.

Se la montatura è molto semplice, può accadere che col tempo diventi meno resistente agli urti. Meglio fare una manutenzione ogni tanto, se non si vuole che il diamante cada per terra. Inoltre, i diamanti possono graffiarsi, subire abrasioni quando le mani stanno lavando un oggetto o stanno cucinando.

Come investire in un anello con diamante

Meglio acquistare una pietra e farla montare dopo averla esaminata attentamente. Un buon gioielliere esegue questa operazione in pochi minuti dopo l’acquisto.

In tal modo si può conoscere precisamente il peso della pietra e si può esaminare la sua purezza. Magari con l’aiuto di qualcun altro che se ne intende.

Ecco la classificazione dei diamanti

I diamanti di minor pregio sono i “dark cape”: colori identificabili con le lettere “q”, “r”, “e” dalla “s” fino a “z”. I diamanti “cape” sono contrassegnati dalle lettere “o” e “p”, i diamanti “light cape” sono contrassegnati dalle lettere “m” e “n”.

Un diamante medio è dunque un “white”, contrassegnato dalla lettera “l” o meglio ancora “j” o “k”.

Andiamo ora verso le pietre di maggior pregio. Il “commercial white i” è uno dei diamanti più venduti, così come il “commercial white h”.

Vediamo ora quali sono le pietre di maggior pregio. Lo è una pietra “g”, la” fine white f”, il colore “ice white” colore  “e”, il” blue white” colore “d”. Questi ultimi sono i migliori, ma costano anche di più degli altri.

Quando si acquista un anello con diamante a parte è bene richiedere la certificazione in base ai parametri GIA (Istituto Gemmologico Americano) o in base ai parametri IGI (Istituto Gemmologico Internazionale).

Questione di taglio

L’aspetto più difficile da valutare, oltre al colore, è la qualità del taglio. Qualche volta si sbaglia acquistando pietre con una purezza e un colore molto alti, ma non valorizzati dal taglio.

Un diamante ben tagliato produce una luce riflessa più intensa. Attenzione ai diamanti colorati (fancy): quelli naturali (diamanti gialli, spinelli rosa) sono molto costosi.

Attenzione a non farsi rifilare un topazio pensando di aver comprato un diamante giallo. A proposito di peso, meglio comprare un diamante da 0,49 carati invece di un diamante da 0,51. La differenza è invisibile ma il prezzo varia significativamente.

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