Come investire dopo la decisione della Corte Costituzionale Tedesca

Come investire dopo la decisione della Corte Costituzionale Tedesca? Cosa comporta quanto deciso ieri a Karlsruhe dai giudici tedeschi? Cosa comporta per i titoli di stato italiani l’ultimatum alla BCE che arriva dalla corte teutonica. Vediamo di capirlo.

Martedì la Corte Costituzionale tedesca ha respinto un ricorso contro il programma di acquisto di titoli di stato pubblici da parte della Banca Centrale Europea (il famoso Quantitative Easing). Allo stesso tempo, però, ha dato tre mesi di tempo alla BCE per spiegare le ragioni economiche che hanno giustificato il programma. Non solo. La Corte ha chiesto anche al governo e al parlamento della Germania di monitorare più da vicino la BCE. Ed anche di fare pressioni affinché la banca spieghi meglio le ragioni dietro le sue scelte. Sgombriamo subito il campo da ogni equivoco. Come la BCE si è subito premurata di far notare, il suo programma di QE ha ricevuto l’autorizzazione dell’Alta Corte di Giustizia Europea.

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Che, per definizione, è sovrana sugli stati dell’Unione Europea. Quindi i giudici tedeschi possono dire ciò che vogliono, ma la BCE, se volesse, potrebbe anche non fare niente. E questo perché l’organismo giuridico europeo ha detto che va bene ciò che fa, rientrando nelle proprie competenze. Inoltre, la BCE ripete che continua a essere determinata a perseguire il suo mandato, cioè raggiungere il suo obiettivo di inflazione, proteggere la stabilità dei prezzi nell’eurozona e assicurarsi la trasmissione efficace delle sue politiche monetarie.

Il giudizio di ieri, però, rischia di avere altre conseguenze a medio e lungo termine, a causa dei suoi contenuti e delle sue implicazioni.

E rischia di averlo anche per l’Italia. Già, perché la domanda che subito molti si sono posti è se quanto è venuto fuori ieri con i rilievi mossi dalla corte tedesca, possa avere una qualche influenza sui nostri titoli di stato. I quali, chiaramente, quando si è ben capito cosa avessero detto i giudici tedeschi, sono schizzati verso l’alto, così come ha fatto lo spread. La sentenza, comunque, è un fattore che aggiunge per il momento un serio elemento di incertezza.

Incertezza sulla possibilità per la BCE di proseguire, così come sta facendo, l’attuale programma di acquisti di titoli di Stato da 750 miliardi di euro legato all’emergenza della pandemia. Far planare dei dubbi sul PSPP (il vecchio programma di acquisti, quello sul quale si sono pronunciati i giudici), infatti, aumenta l’incertezza anche sul futuro del PEPP. E quest’ultimo è il programma lanciato per contrastare la pandemia in corso.

Come investire dopo la decisione della Corte Costituzionale Tedesca?

I mercati, con la risalita dei corsi obbligazionari di ieri, mettono in dubbio la capacità dell’Ue di farsi carico comune degli oneri della crisi. Di contro, la chiusura positiva delle borse, rafforzata da quella americana, dice chiaramente che per i mercati le questioni negative sono altre, e non questa (almeno per il momento). Cosa comporta tutto ciò? Si possono continuare ad acquistare Btp quando vengono emessi? Si possono continuare a scambiare sul mercato secondario, soprattutto da parte dei piccoli risparmiatori? Certo che sì. E questo perché, come spiegato prima, la BCE continuerà ad operare nel pieno rispetto delle regole. Regole che le permettono di acquistare anche il debito pubblico italiano. La BCE, inoltre, in questi anni ha pubblicato centinaia di commenti, interviste, paper e studi per spiegare i ragionamenti economici dietro le sue scelte. Non avrà problemi a fornire i chiarimenti che la corte tedesca richiede.

Quindi, secondo noi, è tutto come prima. Chi è interessato ad investire nel nostro debito pubblico non ha ragionevoli motivazioni per non farlo. La stessa cosa vale per il debito pubblico delle altre nazioni dell’Eurozona, Germania compresa.

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