Come gestire il risparmio e i soldi depositati in banca?

Ipotizziamo avere sul conto corrente tra i €10.000 e i €20.000: come gestire il risparmio e i soldi depositati in banca? Ovviamente se abbiamo almeno un minimo di propensione al rischio si può fare tanto per provare a far rendere quei soldi.  Vediamo giusto qualche esempio; in ogni caso il nostro consulente – se indipendente è molto meglio – saprà sciogliere i nostro dubbi.

1° caso: €15.000 e un saldo “quasi fisso”

Disponiamo di €15.000 e sappiamo che con elevate probabilità non li toccheremo a breve termine. Le entrate mensili consentono tranquillamente la piena copertura delle spese e negli ultimi 3/5 il saldo è rimasto fondamentalmente lo stesso. Che fare? Si può scegliere per esempio un conto deposito vincolato. Se la formula ci propone la banca è del tipo “non ritirabile” prima della scadenza, allora conviene non superare i 6 o proprio al massimo i 12 mesi. Meglio infatti un 6 rinnovabili e non avere grossi limiti operativi. Ne vincoliamo solo diecimila, magari scegliendo qualche istituto che faccia promozioni speciali. Ad esempio IBL (aderisce al Fondo Interbancario di tutela dei depositi, quindi fino a €100mila si è sicuri) da un rendimento netto pari a €46 (semestrale) o €111 (annuale). Niente di che ma ci copre almeno le spese d’inflazione.

2° caso: €10.000 e un’elevata propensione al rischio

Questo può essere il caso del giovane neoassunto che non ha tanti risparmi ma una voglia matta di provare l’ebbrezza del rischio. Contenuto, ma …perché no? Oltretutto ha il tempo della vita tutto dalla sua. Cosa si potrebbe fare? Una strategia semplicissima potrebbe essere quella di mettere a protezione l’85%/90% del capitale (conto corrente semplice) e comprare una fiche coi restanti risparmi.

Ad esempio comprando direttamente 1 titolo solido agli attuali scenari dei mercati. O magari sarebbe meglio attendere a un eventuale storno dei mercati da qui a dicembre. L’importante il titolo abbia ottimi flussi di cassa, visibilità, conti in ordine e reali prospettive di crescita. Enel ? Generali (MIL:G)? Amplifon? La scelta non manca.

3° caso: €20.000 e una sana pianificazione finanziaria

Al salire dei risparmi disponibili si può fare tanto: come gestire il risparmio e i soldi depositati in banca? Esempi: se la propensione al rischio è bassa e l’orizzonte temporale di medio periodo, si può optare per metà  o due terzi del capitale su un BTP a 4 anni, rendimento circa l’1,1%, ci si protegge dai costi e dall’inflazione, e si può vendere in qualsiasi momento a mercato.

Comprare fondi monetari? Ma anche no, grazie: le commissioni si mangerebbero tutto (o renderebbero il saldo negativo). Chi invece crede che la fine del mondo non è ancora giusta e possiede una sana propensione al rischio, allora il PAC potrebbe essere la risposta giusta. Solitamente da qui a 5 anni è verosimile i mercati recupereranno il 30/40% dei crolli avuti a marzo. Quanto destinare al PAC? Una cifra tra un 1/4  o al massimo 1/3 del capitale sarebbe la soluzione perfetta. Per l’implementazione concreta dello stesso rimandiamo al seguente articolo.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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