Come farsi cancellare dalla lista dei “cattivi pagatori”

Come farsi cancellare dalla lista dei “cattivi pagatori”?

Fino allo scorso anno i numeri della Centrale rischi finanziari (CRIF) registravano gli italiani come “buoni pagatori”. Il tasso di default del credito al dettaglio da parte delle famiglie italiane era sceso ulteriormente attestandosi all’1,7 per cento.

Lo scenario italiano dopo l’emergenza coronavirus sta vertiginosamente precipitando e se il Governo non interverrà con misure concrete ed immediate, saranno elevatissime le segnalazioni nelle black list.

Vediamo come funzionano i Sistemi di informazioni Creditizie.

Black list: come farsi cancellare dalla lista dei “cattivi pagatori”

Al fine di evitare rischi di insolvenza, le banche e le società finanziarie prima di erogare un credito al cliente svolgono delle indagini per valutare il merito creditizio del richiedente.

Valutano, dunque, il grado di affidabilità del richiedente.

Per svolgere queste indagini, dispongono di diversi strumenti.

Quali sono i Sistemi di Informazioni Creditizie

In Italia, i Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) che si occupano della gestione dei registri dei pagatori sono essenzialmente tre:

1.il CRIF, centrale rischi finanziari

2.l’ECIS, Experian Cerved Information

3.il CTC, consorzio di tutela del credito

Un prestito ricevuto da una banca o da una finanziaria e non restituito può diventare un problema.

Perché, quando non si paga una rata di un mutuo o si omette di versare una rata di finanziamento o di un prestito si può essere segnalati ai SIC come “cattivi pagatori”.

Si finisce nella lista nera su segnalazione degli istituti che hanno erogato il prestito.

Quando avviene l’iscrizione nei SIC

L’iscrizione nel database dei SIC, di regola, non avviene al primo ritardo.

La banca o la società di finanziamento prima di inviare la segnalazione ai SIC concede al cliente un preavviso di 15 giorni per regolare la posizione debitoria.

Qualora il debitore non dovesse provvedere a pagare gli arretrati nel termine dei 15 giorni, la segnalazione diventa efficace.

Le informazioni contenute nei database non sono ovviamente accessibili a chiunque ma solo al diretto interessato e dagli istituti cui è stata richiesta l’erogazione di un finanziamento.

Le conseguenze dell’iscrizione negli elenchi dei cattivi pagatori

 La presenza negli elenchi dei cattivi pagatori ha delle conseguenze.

Tra queste l’iscrizione:

-può pregiudicare la concessione di eventuali futuri finanziamenti e prestiti

-nei casi più gravi, può pregiudicare anche l’apertura di un conto corrente ed il rilascio dei libretti degli assegni

Per quanto tempo vengono conservate le informazioni negative nei database

Le informazioni vengono, di regola, conservate nei database a disposizione delle banche e delle società di finanziamento per almeno 12 mesi dalla regolarizzazione nel caso non siano state pagate due rate.

Ventiquattro mesi dalla regolarizzazione, per le morosità superiori alle due rate e poi sanate.

Trentasei mesi dalla scadenza del contratto per le morosità più gravi e mai sanate fino ad un massimo di 5 anni.

I tempi di conservazione dei dati cambiano a seconda anche della tipologia di dato e di finanziamento.

Come chiedere la cancellazione dei dati negativi

Mentre la cancellazione dei dati positivi dai Sic di regola si può ottenere revocando il consenso al trattamento dei dati, quella dei dati negativi non è invece possibile a meno che non sia decorso un determinato periodo di tempo.

Per i dati positivi non conviene chiederne la cancellazione. Gli istituti poterebbero avere una visione non completa dell’affidabilità creditizia del richiedente e questo potrebbe avere difficoltà nell’ottenere nuovi finanziamenti.

I dati negativi come anticipato vengono cancellati automaticamente secondo le tempistiche legate all’entità dei ritardi nei rimborsi, fino ad un massimo di 5 anni a meno che non ci si renda conto di un errore nel sistema.

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