Come evitare le vendite indotte dal panico? Cosa dice la finanza comportamentale

Ci sono stai giorni di fortii ribassi da marzo in poi. Come evitare le vendite indotte dal panico? Cosa dice la finanza comportamentale?

In questo momento particolare, un approccio che aiuti a mettere da parte le emozioni e la paura potrebbe essere particolarmente utile. Uno dei principali difetti dell’investitore medio, infatti, è quello di lasciarsi prendere dal panico e dalla paura quando le cose non vanno bene. Le conseguenze dirette di tutto ciò sono due. La prima è di vendere nel momento sbagliato (mentre i mercati cadono e, spesso quando sono già caduti). La seconda è di comprare anche qui nel momento sbagliato, quando i mercati salgono (anzi, quando sono già saliti). In entrambi i casi il risparmiatore/investitore va incontro ad un errore, un bias tipico, che è quello di vendere sulla paura e di ricomprare sull’esaltazione. Invece, anche se controintuitivamente, bisogna fare proprio l’opposto.

Eh già, proprio perché, se ci pensate bene, bisogna comprare quando i corsi dei titoli azionari sono bassi, per poi rivenderli quando sono più alti. Solo in questo modo si potrà capitalizzare sull’accresciuto valore dell’azienda di cui abbiamo acquistato le azioni. Fin qui la teoria. Che molti conoscono, ma quasi nessuno applica. Perché? Beh, qui le cose si fanno più difficili. Ma, in realtà, a ben pensarci, c’è una chiara motivazione ed è, ovviamente, il concetto stesso di paura. Dopotutto, la paura è un’emozione primaria, comune sia al genere umano sia al genere animale. Ed è connaturata in noi stessi. A fronte di tutto ciò, come possiamo evitare le vendite indotte dal panico?

Finanza comportamentale: come evitare le vendite indotte dal panico

Il coronavirus, come prevedibile, ha generato panico sia sui mercati che nelle economie, attraverso i vari lockdown in tutto il mondo. Nelle ultime settimane abbiamo assistito infatti al crollo di tutti i listini azionari e al conseguente “panic selling” (parzialmente recuperato, finora). Le vendite da panico, comunque, sono errori che si possono superare con le giuste strategie di investimento. Questo perché l’emotività influisce sugli investimenti, mentre bisognerebbe essere senza emozioni. La caratteristica principale della crisi che stiamo vivendo, ad oggi, è infatti quella dell’incertezza. Non sappiamo quanto durerà, quale Paese si riprenderà prima e quali saranno effettivamente i cali di fatturato delle aziende. In un contesto di questo tipo, il “panic selling” diventa la norma, con la vendita di ciò che viene percepito come più rischioso che diventa quasi indispensabile. Crediamo in questo modo di abbattere le perdite. Spesso purtroppo, invece, le amplifichiamo.

L’approccio ideale

L’approccio corretto dovrebbe essere quello, come abbiamo detto, di rimanere distaccati, mettendo da parte le emozioni. Sembra difficile, ma non lo è. In primo luogo, se non si è in grado di seguire una strategia, è inutile anche iniziare ad investire. In secondo luogo, se crediamo che la strategia che stiamo usando sia corretta, non si vede perché ci si debba preoccupare quando le cose vadano momentaneamente male. Perché sappiamo, dalla pratica, dalla storia e dalla letteratura, che i periodi negativi ci sono. E ci saranno sempre. In terzo luogo, se la nostra strategia è stata delineata insieme ad un professionista dell’investimento, cioè un consulente abilitato, non dobbiamo avere timore. Perché? Perché con lui avremo deciso quale sarà il nostro corretto profilo rischio-rendimento. Cioè quanto siamo disposti a rischiare per guadagnare sui nostri soldi investiti.

Se abbiamo fatto le cose per bene, non abbiamo nessuna ragione per preoccuparci. Se, invece ci preoccupiamo, ci sono solo due possibilità: o non abbiamo fatto le cose abbastanza bene, o non siamo adatti per investire. Meditate, gente, meditate…

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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