Come e quando si possono detrarre dalle tasse i canoni di locazione

Per tutti coloro che hanno in locazione un appartamento, vi sono interessanti novità. Infatti, vi sono dei casi in cui è possibile portare in detrazione l’affitto nella dichiarazione dei redditi. Pertanto, in questo articolo vedremo come e quando si possono detrarre dalle tasse i canoni di locazione. Anzitutto, occorre precisare che la detrazione è possibile solo se ricorrono determinati requisiti. La ratio della misura fonda sulla consapevolezza che la spesa sostenuta dalle famiglie per l’affitto della casa, incide molto sul budget familiare. Pertanto, considerato che il diritto all’abitazione fa parte delle esigenze primarie dell’individuo, si prevede che almeno una parte dei relativi costi, debba poter essere detassato.

Condizioni per la detrazione del canone di locazione

Quindi, per rispondere alla domanda: “come e quando si possono detrarre dalle tasse i canoni di locazione”, occorre focalizzarsi sulle condizioni per accedere al beneficio. In particolare, l’art. 16, D.P.R. 917/1986 prevede la possibilità di ottenere la detrazione per il canone di locazione all’atto della compilazione della dichiarazione dei redditi. Per poter usufruire di tale beneficio fiscale, tuttavia, occorre rispettare determinati limiti e condizioni. Anzitutto, il vantaggio fiscale va riportato, per i lavoratori dipendenti che presentano il modello 730, all’interno del quadro E. Invece, per i lavoratori autonomi che presentano il Modello Unico, nel quadro RP. La detrazione del canone di affitto varia a seconda della tipologia di contratto di locazione e della finalità per la quale esso viene stipulato. Requisito necessario per ottenere la detrazione dell’affitto è la sussistenza di un contratto di locazione registrato.

Quindi, nessun vantaggio spetterà a chi fa un contratto in nero. Inoltre, l’immobile deve essere locato, per le seguenti finalità: a) abitazione principale; b) alloggio per lavoratori fuori sede. c) alloggio per studenti universitari. A ciò aggiungasi che la detrazione spetta solo per particolari tipologie di contratto di affitto. Deve, cioè, trattarsi di un: contratto a canone libero; contratto a canone convenzionale; contratti stipulati dai giovani di età compresa tra i 20 ed i 30 anni; contratto per inquilini di alloggi sociali; contratti stipulati dai lavoratori dipendenti a causa del trasferimento per motivi di lavoro.

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Detrazioni

Tra le varie tipologie di contratto, la più diffusa è quella fatta con la finalità di adibire l’immobile ad abitazione principale. Ma quanto si recupera grazie a questa detrazione? In questo caso si può accedere ad una detrazione pari, complessivamente, ad un massimo di:

A) euro 300, qualora il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;

B) euro 150, qualora il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41. Sul piano pratico, si consideri che per accedere al beneficio occorre conservare il contratto di locazione registrato. Inoltre, serve un’autocertificazione nella quale si dichiari l’utilizzo della casa come abitazione principale (nel caso di specie) o quale sia comunque la finalità della locazione.

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