Come e quando comunicare le variazioni di reddito o del nucleo familiare per non perdere i benefici economici

Il Governo nel corso del 2020, nel tentativo di supportare le famiglie in difficoltà e di incrementare la liquidità delle aziende, ha varato diversi decreti legge.

Lo scorso 30 dicembre 2020, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo della Legge di Bilancio 2021. Dopo l’approvazione definitiva da parte del Senato.

OFFERTA SPECIALE - SOLO OGGI
Oil Free Fryer, la vera friggitrice ad aria

Scopri il prezzo lancio

Friggitrice Fryer

Nella Legge di Bilancio sono contenute importanti novità che riguardano tutti i settori particolarmente colpiti dall’emergenza. Dagli aiuti alle famiglie a quelli per i lavoratori.

Tuttavia, la crisi di Governo e la conseguente caduta, ha rimesso in gioco tutto. Potrebbero essere cancellati, infatti, alcuni ristori. Per le imprese, per i lavoratori e per le famiglie.

L’Italia sta attraversando una crisi economica forse non paragonabile a nessun’altra di epoca moderna.

E nonostante le ormai evidenti difficoltà vissute dal nostro Paese, è importante continuare a sperare in una ripresa veloce. Sia dal punto di vista economico che sanitario.

E prestare particolare attenzione al fine di non perdere gli aiuti e le agevolazioni delle quali già si usufruisce.

Per questo motivo, con i Consulenti di ProiezionidiBorsa quest’oggi parleremo di come e quando comunicare le variazioni di reddito o del nucleo familiare per non perdere i benefici economici.

Come e quando comunicare le variazioni di reddito o del nucleo familiare per non perdere i benefici economici

Secondo i dati INPS 2019 sul reddito e la pensione di cittadinanza, le famiglie che ogni mese ricevono il reddito di cittadinanza sono oltre 900mila. Quelle, invece, che ricevono la pensione di cittadinanza sono oltre 120mila.

Tuttavia, sono diverse le circostanze che possono comportare la perdita dei benefici economici.

In particolare, i precettori di questi sostegni economici devono prestare molta attenzione alle eventuali modifiche. Sia del reddito che del nucleo familiare.

Variazioni nel reddito

Le eventuali variazioni del reddito dei beneficiari dovute allo svolgimento di attività di lavoro dipendente devono essere comunicate all’INPS, a pena di decadenza dal beneficio, nel termine di quindici giorni dall’evento.

Anche quelle patrimoniali relative a beni immobili devono essere comunicate.

La comunicazione deve avvenire tramite questo modello.

I beneficiari, invece, possono non comunicare all’INPS le variazioni di reddito quando queste dipendono da attività socialmente utili, tirocini, servizio civile. Nonché da contratto di prestazione occasionale e libretto di famiglia.

Si consiglia comunque, e sempre quando si verifica una variazione del reddito, consultare un patronato, un CAF o l’INPS stesso.

Variazioni nel nucleo familiare

Anche nel caso di variazioni del nucleo familiare i beneficiari devono aggiornare quanto dichiarato nella DSU ai fini ISEE.

Pensiamo alla nascita oppure al decesso di un membro del nucleo familiare.

La variazione, in questo caso, deve essere comunicata, a pena di decadenza dal beneficio, nel termine di due mesi dall’evento.

Se la variazione non riguarda una nuova nascita o il decesso, per non decadere dal sussidio è necessario presentare una nuova domanda di reddito o di pensione. Senza alcun intervallo temporale minimo tra una domanda e l’altra.

Consigliati per te