Come difendersi se il nostro debitore trasferisce i soldi sul conto del coniuge?

Non è sempre agevole recuperare le somme che determinati soggetti ci devono. Questo perché, talvolta, i debitori pongono in essere degli atti di sottrazione, che non è detto siano rintracciabili. Ciò soprattutto allorquando ad essere trasferiti ad altri soggetti non siano beni immobili ma beni mobili o addirittura danaro. Infatti, nel caso di beni immobili, tutti i trasferimenti sono agevolmente accertabili mediante una visura presso i Registri Immobiliari.

Più difficile è, invece, sapere che ad esempio, il danaro sia transitato sul conto corrente del coniuge, in quanto non esiste un pubblico registro da cui risulti la manovra. Quindi, a meno che non si sappia, per aver fatto un accertamento preventivo, che il soggetto deteneva la somma presso una determinata banca, è difficile sapere che il danaro è scomparso. Inoltre, non è neppure facile accertare verso dove e in che modo sia transitato il danaro. Insomma, rincorrere i debitori è davvero un lavoro difficile! Se, invece, si sappia con certezza che un soggetto ha trasferito del danaro presso il conto corrente di un parente, cosa dovremmo fare? Nello specifico, si ci chiede: “come difendersi se il nostro debitore trasferisce i soldi sul conto del coniuge?”. In questo caso, l’operazione compiuta si configura, giuridicamente, come una donazione di danaro.

Cosa fare in caso di sottrazione in danno ai creditori

A questo punto, cerchiamo di rispondere alla domanda: “come difendersi se il nostro debitore trasferisce i soldi sul conto del coniuge?”. Naturalmente, se il nostro debitore trasferisce tutto il proprio danaro alla moglie, quest’atto configura una diminuzione patrimoniale, dannosa per i creditori. Sicchè, potrebbe essere oggetto di revoca, soprattutto nell’ipotesi in cui detto debitore non vanti di altri beni su cui rivalerci. Senonchè, l’azione revocatoria, può essere proposta nel termine di 5 anni dalla donazione e, in caso di vittoria, renderebbe il trasferimento del danaro, inefficace verso i creditori. Un’altra strada che si potrebbe tentare, qualora si disponesse già di un titolo esecutivo, sarebbe quella del pignoramento presso terzi. Diversamente, se il debitore ha prelevato i soldi e li ha messi in casa, si potrà tentare di trovarli attraverso un pignoramento mobiliare. In quest’ultimo caso, dovrà far valere la tesi che il danaro sia detenuto dal coniuge. In ogni caso, capiamo bene che lo strumento che davvero potrebbe salvaguardare la nostra posizione sarebbe la tempestività, ossia avviare subito un pignoramento nei confronti del debitore, prima che questi si disfaccia, in qualche modo, dei propri beni.

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