Come difendersi dalla valanga di cartelle esattoriali in arrivo

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha lasciato tutti i contribuenti a bocca aperta, senza parole!

A partire dal 1° giugno, ha spiegato che in assenza di nuove proroghe, l’Agenzia delle Entrate è pronta a notificare ben 8,5 milioni di cartelle esattoriali.

Come difendersi dalla valanga di cartelle esattoriali in arrivo?

Solo a marzo il premier Conte con il decreto “Cura Italia” aveva sospeso i termini per l’invio delle cartelle esattoriali fino alla fine di maggio.

Per milioni di italiani sarebbe l’ennesima iattura fiscale che si andrebbe ad aggiungere alle ansie quotidiane vissute dalla maggioranza dei cittadini in questo momento di vera emergenza nazionale.

Anche se dovesse arrivare la proroga prevista per settembre, i contribuenti sperano, comunque, in un saldo e stralcio delle imposte non versate.

Queste ammonterebbero a circa 954 miliardi di euro di cui il 40% risulterebbe inesigibile.

Per cui anziché sprecare risorse e tempo non sarebbe più giusto azzerare tutto e ripartire da Zero.

Come posso difendermi dalla valanga di cartelle esattoriali in arrivo

Il primo consiglio per difendersi dalla valanga di cartelle esattoriali in arrivo, è quello di non farsi trovare impreparati.

Quali sono le prime cose da controllare quando nella cassetta della posta si trova una cartella esattoriale?

La prima cosa da fare, è analizzare sempre molto attentamente il contenuto della cartella notificata anche perché spesso le indicazioni ivi contenute e la descrizione dei pagamenti risultano difficilmente comprensibili anche per gli addetti ai lavori.

La cartella esattoriale, è lo strumento attraverso il quale la pubblica amministrazione attiva un procedimento di riscossione coatta del credito vantato nei confronti del contribuente.

Quando viene notificata una cartella esattoriale, di regola, il contribuente è già stato informato della morosità che lo riguarda attraverso l’intimazione di pagamento da parte dell’ente titolare del credito (Inps, Comune Regione, Agenzia delle Entrate) e qualora non lo fosse stato, questo già di per sé, costituisce un primo motivo di impugnazione della cartella.

La prima verifica, dunque, è quella sui termini: infatti, la cartella esattoriale deve essere notificata entro 5 anni dalla data di ricevimento dei verbali di pagamento. Se la notifica è stata effettuata oltre tale termine, gli importi richiesti sono prescritti.

Pertanto, se la cartella esattoriale è stata preceduta dall’intimazione di pagamento, il contribuente con l’opposizione alla cartella, può solo contestare gli errori commessi dall’amministrazione dopo l’invio del primo avviso di pagamento. Questi errori, normalmente, riguardano la decadenza e la prescrizione o la sua notifica.

Non può rimettere in discussione gli eventuali vizi del precedente atto, come ad esempio, l’esistenza del debito, della sua entità e la legittimazione passiva a pagare.

Gli strumenti giuridici a disposizione del contribuente

Dal punto di vista giuridico, il contribuente può:

-far ricorso al giudice

-chiedere la sospensione automatica

-presentare un’istanza per l’annullamento della cartella in autotutela

-chiedere una rateazione

-pagare

Le soluzioni per impugnare le cartelle esattoriali sono molteplici e la materia piuttosto tecnica. Le cartelle esattoriali devono essere valutate attentamente al fine di individuare correttamente la strada da percorrere.  Pertanto si consiglia, l’assistenza da parte di associazioni dei consumatori o di professionisti esperti nella materia.

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