Come contestare gli importi delle bollette di luce, gas e altre utenze

Preliminarmente occorre precisare che per contestare gli importi delle bollette di luce, gas e altre utenze, non è necessario rivolgersi direttamente ad un avvocato. Bisogna, infatti, preventivamente, fare un tentativo per risolvere in via bonaria la questione. In questi settori, non a caso, il preventivo tentativo di conciliazione è obbligatorio. Tant’è che se la parte non ha tentato prima un accordo bonario, il giudice sospende il giudizio dando alle parti un termine per conciliarsi. Esclusa, dunque, la via giudiziaria come prima via percorribile, passiamo a capire come procedere, con i nostri mezzi, ad effettuare la contestazione. Anzitutto, si può fare un primo tentativo, contattando il servizio clienti.

Questo passaggio non è obbligatorio, ma servirà per ottenere le prime informazioni ed i dovuti chiarimenti. Il tutto potrà essere utile anche nell’eventualità di un futuro contenzioso. Così com’è, la conversazione telefonica non potrà essere utilizzata nel processo, trattandosi di un semplice colloquio. Tuttavia, se la si registra, essa potrà avere una sua utilità. Il secondo passaggio per contestare la bolletta è l’invio di una comunicazione di doglianza o reclamo, da trasmettersi per raccomandata o a mezzo pec. In essa l’utente dovrà formalizzare le proprie contestazioni.

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La sede legale è, di norma, indicata in ogni bolletta o fattura ricevuta. Una volta ricevuta la lettera del cliente, la società fornitrice ha l’obbligo di replicare entro un congruo termine. Prima di tale risposta non potrà sospendere l’utenza neanche in caso di morosità. Una volta ricevuta la risposta negativa della compagnia, l’utente deve esperire la formale procedura di conciliazione obbligatoria.

Tentativo di conciliazione

Quindi, nel rispondere alla domanda: “come contestare gli importi delle bollette di luce, gas e altre utenze”, si sta dando risposta, indicando i passi da seguire. La prima formale esternazione del dissenso, è rappresentata dall’esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione. Esso rappresenta un passaggio necessario per poter, eventualmente, fare causa alla compagnia.

A seconda del tipo di bolletta, esiste una diversa autorità competente. Ad esempio, per quanto riguarda le controversie per energia, acqua e gas, occorre rivolgersi all’organismo di conciliazione di Arera, che è l’Autorità garante per tali utenze. Invece, per le utenze del telefono bisogna rivolgersi agli organismi di conciliazione regionali, detti Co.re.com. In tal caso, però, è possibile, in alternativa, rivolgersi a Conciliaweb, la piattaforma dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AgCom). Essa si occupa della risoluzione delle controversie tra utenti e operatori di telefonia.

Anche qui la procedura si svolge interamente online e in video conferenza. Il tentativo di mediazione ha lo scopo di trovare un’intesa tra le parti. Se, però, il tentativo fallisce, sarà possibile ricorrere al giudice. Va ribadito che il tentativo di conciliazione è obbligatorio per legge. Senza di esso, non è possibile effettuare il ricorso giurisdizionale. Per bollette fino a 1.100 euro si può fare ricorso innanzi al Giudice di Pace, anche difendendosi personalmente, cioè senza la presenza di un avvocato.

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