Come conservare il cavolo verza in congelatore e in frigorifero senza farlo andare a male

Stufata per preparare un contorno salutare e semplice è deliziosa, ma si presta anche a ricette un po’ più originali come questi involtini da servire per cena o come secondo piatto.

La verza è un ortaggio invernale della famiglia delle crucifere, a cui appartengono anche il cavolfiore e i broccoli. Un suo cespo può raggiungere dimensioni considerevoli e pertanto capita che si necessiti di conservarlo il più a lungo possibile.

Chi ne raccoglie dal proprio orto può ricorrere ad un metodo spesso usato dai contadini e cioè disporle ben distanziate all’interno di una cassa di legno e metterla in un sottotetto o una cantina non molto umida. In questo modo, si tramanda, potrebbero mantenersi persino per diversi mesi.

Invece, come conservare il cavolo verza in congelatore e in frigorifero senza farlo andare a male? Diamo una risposta a questa domanda.

Conservare la verza in frigorifero

Una volta chiusa in sacchetti di plastica microforata e riposta nel cassetto delle verdure, si conserva per un lasso di tempo di massimo dieci giorni. Diverso il discorso per le singole striscioline, che anche ermeticamente chiuse in un contenitore si conservano per un massimo di quattro giorni.

La verza stufata, o comunque cotta, una volta raffreddata va messa in appositi contenitori e successivamente in frigorifero o in congelatore per tre o quattro giorni.

Come conservare il cavolo verza in congelatore e in frigorifero senza farlo andare a male

Alcune verdure necessitano una veloce cottura prima di essere congelate. Tra queste c’è anche la verza. Quindi, se non è già stata cotta in precedenza, si consiglia di sbollentarla e passarla in acqua gelata per qualche minuto. Strizzarla per rimuovere l’acqua in eccesso e infine asciugarla e congelarla negli appositi sacchetti per alimenti.

Si consiglia di farlo dopo averla divisa in porzioni dai 60 agli 80 grammi ciascuna, più semplici da gestire in termini di spazio. Consumarla entro un lasso di tempo compreso tra i sei e gli otto mesi.

 

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo. Non conosciamo le abitudini alimentari ed eventuali intolleranze dei nostri lettori e per questo motivo si raccomanda di rivolgersi al proprio medico riguardo a cibi che potrebbero causare danni alla propria salute. In ogni caso è fortemente consigliato leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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